Web Marketing Podcast di Alessandro Mazzù: ascolta & scarica

Lì fuori ci sono un sacco di consulenti di web marketing che si muovono costantemente come se fossero in un negozio di cristalli, un po’ come se bastasse un piccolo gesto meno cauto del solito per mandare tutto in frantumi. Di consulenti di questo tipo, soprattutto durante i miei corsi, ne ho conosciuti parecchi: la loro principale priorità è quella di non rovinare quello che hanno costruito finora. E fin qui non ci sarebbe nulla di male, non fosse che questo chiodo fisso finisce nella maggior parte dei casi per prendere il sopravvento su tutto il resto, rendendo di fatto impossibile far crescere il loro business e il loro personal branding.

Quindi sì, anche qui vale il proverbio abusatissimo, ma pur sempre valido, “chi non risica, non rosica”. Occhio, non voglio dire che per avere successo nel mondo della consulenza sia necessario essere in grado di giocare d’azzardo, né abbandonare del tutto prudenza e istinto di sopravvivenza. Niente affatto. Ma non si può nemmeno restarsene sempre all’interno della propria piccola, protetta e calduccia zona di comfort: in questo modo non si potrà mai, infatti, dare libero sfogo al proprio potenziale.

Il bisogno estremo di sicurezza, la paura di fallire, sono molto comuni tra i consulenti. E non perché la selezione naturale fa diventare consulenti un sacco di fifoni. No: questo accade perché il consulente, ancora di più di tanti altri professionisti, non ha nient’altro che sé stesso e le proprie competenze. Non offre un prodotto, e non può offrire nemmeno un vero e proprio portfolio. E il fatto di offrire sé stesso trasforma tutto in una faccenda altamente personale, intensificando la visione per la quale un errore potrebbe mettere a rischio non solo il business, ma anche tutti gli sforzi e i sacrifici fatti per arrivare fino a quel punto.

Ma questa paura di procedere, il timore di uscire dalla propria zona di comfort, quell’inerzia mista a pigrizia, non fa affatto bene alla propria attività. Anzi, è decisamente negativa. Penso a tutti quei consulenti che, avendo paura di sbagliare, mirano a progetti semplici, piccoli e con pochi rischi. Penso a quelli che non osano nemmeno immaginare di lavorare con aziende di spicco. E ancora, penso ai tanti consulenti di marketing che si rifiutano di lavorare al proprio brand personale, per non esporsi troppo. Ed è così che questi consulenti restano ancorati al punto di partenza, senza nessun reale margine di crescita, comportandosi come se fossero ancora dei semplici dipendenti.

Sei un consulente e vuoi capire se la tua prudenza è eccessiva, e se dunque stai legando il tuo business al palo, peraltro con una catena piuttosto corta? Di segnali, di sintomi, ce ne possono essere davvero parecchi. Alcuni piccoli, altri grandissimi. Per esempio, dai un’occhiata al tuo sito web: la grafica inizia a essere obsoleta, i testi sono francamente piatti e inespressivi, il tuo blog non viene aggiornato da più di un anno, e non c’è un filo di personalità? Potrebbe essere pigrizia, certo, ma probabilmente c’è anche una puntina di timore nell’investire nel tuo stesso sito web. Un discorso del tutto simile potrebbe essere fatto anche per i tuoi canali social.

Ma andiamo avanti. Quante volte, nell’ultimo anno, hai partecipato a delle conferenze in qualità di speaker? E negli ultimi tre anni? Nella maggior parte dei casi, le conferenze sono delle occasioni estremamente preziose per dimostrare a un ampio pubblico costituito da potenziali clienti quali sono le proprie capacità, ergendosi come degli esperti nel proprio settore. Possono essere inseriti in questa medesima area altre attività di divulgazione: quante volte sei stato intervistato negli ultimi anni? Quante volte il tuo nome è finito su testate di settore? Su quante pubblicazioni puoi contare? Se la risposta a queste domande è sempre un numero basso, pericolosamente vicino allo zero, molto probabilmente non stai facendo nulla di concreto per aumentare la tua visibilità, per attirare nuovi e più importanti clienti, insomma, per far crescere il tuo business. Di nuovo la pigrizia? Certo, forse in parte sì. Ma a questo punto, indubbiamente, c’è anche la paura di esporsi in modo diretto di fronte al proprio pubblico, il timore di dire la propria, uno scrupolo decisamente eccessivo nel dimostrare il proprio valore, di mostrare la propria professionalità.

Ci sono tanti altri sintomi che vale la pena individuare per una tempestiva diagnosi. Penso per esempio a quei consulenti che, poco tempo dopo aver fatto il grande passo e aver avviato la propria attività di consulenza, stringono delle partnership con altri professionisti non tanto per creare effettivamente nuove opportunità di business, non per poter offrire dei servizi integrati, non per condividere la clientela o magari per suddividere i costi, quanto invece, semplicemente, per non restare “da soli”. Le partnership possono essere preziose, a patto d’essere avviate per dei motivi giusti!

E ancora, ci sono dei consulenti che continuano a posticipare tutte le attività che potrebbero far effettivamente crescere il loro business. Il rifacimento del sito web, il lancio di un podcast, la pubblicazione di un libro su un argomento trattato poco dalla letteratura del settore, l’entrata in un certo network. E le scuse per non fare questo passo, per non uscire dalla propria zona di comfort, non mancano mai: c’è chi non lancia il podcast perché aspetta di aggiornare il sito web, chi non scrive un libro perché prima vuole essere popolare sui social network, e via dicendo, in un circolo vizioso che non lascia vie d’uscita.

Un’altra cosa: io sottolineo sempre la necessità, per i consulenti di marketing, di non smettere mai di formarsi, di aggiornarsi, di leggere libri e di seguire corsi, per migliorare le proprie competenze, per non mangiare la polvere dei concorrenti. Ma ci sono dei consulenti che usano il bisogno di aggiornarsi e di studiare come scudo, continuando a ripetersi che, prima di fare il grande salto, dovranno studiare ancora un po’, finendo per ritardare per sempre la concreta crescita della propria attività.

Ti riconosci in qualcuna di queste descrizioni? Allora ti consiglio di prendere il coraggio in mano e di iniziare a permetterti qualche movimento che tu, ad oggi, giudichi imprudente o flebilmente rischioso. Inizia con una di quelle azioni che posticipi per paura da tantissimo tempo, come per esempio la partecipazione in veste di speaker a un piccolo evento di marketing o una maggiore esposizione sui social network, seguendo un calendario editoriale preciso, in grado di mettere in luce le tue capacità. Una volta messo un piede all’esterno della tua zona di comfort, proseguire su quello stesso cammino non sarà affatto difficile come ti può sembrare adesso!

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