Un claim che mi ritrovo a usare spesso è questo: consulenza senza peli sulla lingua. Nel mio modo di svolgere il lavoro di consulente marketing e di web marketing c’è l’onestà e l’apertura verso il cliente. Voglio impostare con lui, sin dal primissimo contatto, un rapporto trasparente.

Molto spesso mi capita di incontrare clienti che vogliono “essere primi su Google” o “ricevere visite a pacchi verso il sito”. Come avrai notato, questi clienti non espongono il loro obiettivo aziendale, ma solo dei desiderata. I clienti, non tutti per fortuna, a un consulente di web marketing chiedono un risultato. Molto spesso vanno anche oltre: specificano addirittura, tanto per dirne una, come ottimizzare le pagine del proprio sito o come impostare la loro campagna AdWords.

Ecco, questo non va bene né fa bene.

Ai clienti che iniziano a interfacciarsi con me in questo modo porto rispondo così. “Nel caso in cui dovessi andare da un chirurgo per un’operazione, gli diresti tu come, dove e quando deve tagliare? Non credo. Perché quindi vieni a dirlo a me? Se sai come si fa, potresti farlo da solo. Giusto? Se ti sei rivolto a me per una consulenza, quindi, dovresti permettimi di fare al meglio il mio lavoro”.

Perché il cliente parla di risultati e non di obiettivi?

Quando un cliente parla di risultati e non, come invece dovrebbe fare, di obiettivi aziendali, lo fa – secondo me – per un motivo: quello che vede sul web. La colpa, non tutta almeno, non è la sua. La colpa è di coloro che, in rete, diffondono informazioni parziali o addirittura inesatte. Se colleghi che si occupano di Seo pubblicano screenshot nei quali mostrano l’aumento di visite verso il sito del cliente, stanno dando solo metà delle informazioni utili a valutare il loro operato.

Rifletti con me: se parli solo di aumento delle visite, puoi far colpo sul cliente, soprattutto su quello più sprovveduto, ma l’informazione è e resta incompleta. All’aumentare delle visite al sito deve necessariamente corrispondere un aumento del numero di vendite, di richieste di informazione e via dicendo. Ecco. Siccome nessuno pubblicizza questi dati (strano, vero? Tutti a parlare di aumento di visite e nessuno di aumento di vendite), i vari screenshot che trovi in rete hanno un valore pari allo zero.

Se io dicessi a un cliente una cosa del tipo: “Questo mese il tuo sito ha registrato 1.000.000 di visite” cosa dovrei ricevere come risposta? Se il cliente fosse furbo dovrebbe dirmi: “Alessandro, fissiamo una riunione così tu puoi portarmi lo storico delle visite degli ultimi 6 mesi; io porto lo storico delle vendite provenienti dal web degli ultimi 6 mesi e cerchiamo di capire se i dati sono positivi o meno”. Ecco, questa è la risposta giusta!

Tu, come consulente di web marketing

etico, dovresti andare sempre e, dico sempre,

oltre i semplici numeri.

Cosa te ne fai di 1.000.000 di visite al sito se a queste non corrisponde un aumento di vendite? Certo, puoi fare il figo al bar col cliente ingenuo, o su Facebook coi colleghi creduloni, ma nella sostanza non ti cambia nulla. Anzi. Ti cambia una cosa molto importante: la consapevolezza che, chi ti ha scelto per arrivare a dei risultati concreti, prima o poi resterà deluso del tuo operato. Perché? Perché i numeri “inutili” non fanno arrivare la pagnotta sulla tavola.

Se fai aumentare le visite al sito del cliente, ma a queste non corrisponde un aumento delle vendite, vuol dire che tutte quelle persone in più non sono interessate al prodotto e/o servizio dell’azienda che ti ha ingaggiato. Sono persone che si aspettavano altro e non l’hanno trovato.

Ecco perché tu, consulente di web marketing etico, dovresti far capire l’importanza del tuo lavoro e, per primo, fornire al cliente spiegazioni concrete, semplici e utili su quello che otterrà lasciandoti fare il tuo mestiere. Senza inutili interferenze (un conto è portare richieste legittime; altro è impostare una strategia sulla base di… niente).

Un cliente non dovrebbe rivolgersi direttamente a un’agenzia che fa Seo, ma dovrebbe passare prima da un consulente. Un consulente di web marketing, infatti, può fare da intermediario e incrociare i dati valutando il lavoro dell’agenzia. Inoltre, se si ingaggia, per esempio, soltanto un’agenzia Seo, ma non si ha nessuno che si occupi di migliorare il proprio sito dal punto di vista della comunicazione e dell’usabilità, si corre il rischio di vanificare tutti gli sforzi di chi sta lavorando al posizionamento organico su Google del sito web aziendale. Anche in questo caso un consulente potrebbe mediare, consigliando di migliorare dapprima l’esperienza utente del sito web, e poi la Seo.

Cliente, impara a fidarti

E, adesso, due parole per tutti i potenziali clienti di noi consulenti di web marketing.

Se vuoi ottenere risultati concreti, devi illustrare i tuoi obiettivi aziendali e affidarti a chi, con la sua esperienza, ti offrirà un progetto serio per raggiungerli. Non devi chiedere un risultato né tantomeno dire tu cosa gli altri debbano fare. Lascia che il consulente studi la tua situazione e ti proponga strade percorribili. Ricorda che le “faccende” del marketing digitale sono, nella realtà, molto più complesse rispetto a come in molti le vogliono far apparire. Se fosse così facile, saremmo tutti primi su Google. Non credi?

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