Web Marketing Podcast di Alessandro Mazzù: ascolta & scarica

Ogni giorno, come milioni di altre persone, pubblichiamo sui social e nel web in genere, i nostri pensieri. Una massa spropositata di individui con cui, tutti insieme, anche noi consulenti marketing, condividiamo le nostre opinioni e abitudini di consumo in merito a prodotti e servizi.

Tutti questi elementi divengono enormi aggregati di dati e offrono, a chi lavora nel web marketing, una grande risorsa. La possibilità di partire proprio da tali informazioni per ideare strategie ragionate, capaci, cioè, di offrire alle persone esperienze d’acquisto in linea con le loro aspettative.

Ecco, quella che ti ho appena descritto non è altro che la metodologia Data Driven. Di data driven marketing, oggi, se ne parla moltissimo e ciò è dovuto a due semplici motivi.

Da una parte, abbiamo un volume enorme di conoscenza: ogni due giorni, infatti, sono generati dati in una quantità pari a tutta quella prodotta prima del 2003. Dall’altra, gli utenti si aspettano di vivere esperienze di consumo customizzate, che ricalchino, vale a dire, le loro esigenze di acquisto. 

Detto in altri termini: non abbiamo più cose come la Vespa o macchine da scrivere come la Olivetti Lettera 22 da lanciare sul mercato. Prodotti che hanno rivoluzionato le abitudini dei consumatori, stravolgendole. Oggi, che è tutto già visto, occorre differenziare i prodotti puntando su ogni singolo beneficio e facendolo incontrare con il target di riferimento.

Come coniugare tutto ciò se non in una strategia che rinuncia alle impression e che fa a meno di seguire le mode del momento? Una metodologia di lavoro che parte dall’analisi dei dati per dare risposte.

In che modo ottenere questi dati tanto fondamentali nella costruzione di una strategia ragionata?

Facile affermare come la fonte principale siano i siti web. Essi possono essere monitorati attraverso uno strumento completo e fantastico quale Google Analytics. Di lui, però, ti parlerò per bene più avanti.

I dati, poi, si possono facilmente ottenere dalle app mobili. Dal 2008 (data di lancio di Google Play) aumenta, ogni giorno di più, lo spazio che si sono ricavate nelle abitudini di noi consumatori e, di qui, nello scenario data.

I social, sembra scontato dirlo, hanno assunto un peso tale nelle nostre vite da essere diventati la chiave di accesso a una molteplicità di informazioni. Proprio per questo, sono tantissimi, ormai, i tool che consentono di analizzare l’audience di una fanpage, ottenendone una profilazione dettagliata per dati demografici e interessi. Anche qui ci torneremo in seguito.

Chi non ha mai lasciato la propria email per ottenere un ebook, un codice sconto o per partecipare a un webinar? Per un consulente, crearsi un proprio database di indirizzi email attraverso il quale proporre iniziative e contenuti, è di cruciale importanza. Un indirizzo email, utilizzato in questo modo, diviene un medium con cui strutturare una relazione con un utente, inizialmente, poco qualificato. 

Il primo passo di una strategia data driven è, dunque, il recupero dei dati. Una volta ottenuti si passa allo step successivo che consiste nell’ideare una strategia ad hoc, su misura per quel cliente e quella situazione. Il terzo e ultimo passaggio, infine, è tornare ai dati, ripetendo il processo di analisi, questa volta mediante KPI di riferimento. Anche questi indicatori non sono tutti uguali: non esistono KPI che vanno bene per tutto. Esistono quelli giusti, individuati in relazione agli obiettivi che ci saremo prefissati. 

Detto questo, voglio proporti una rapida carrellata dei tool che aiutano a recuperare i dati e ad analizzarli. Ce ne sono tantissimi. Ti parlerò di quelli che uso, ogni giorno, nel mio lavoro di consulente di web marketing.

SEMrush

SEMrush è una suite che consente di condurre indagini con cui migliorare la visibilità organica dei siti sui motori di ricerca. Quali sono le keywords che posizionano il tuo sito e quelle utilizzate dai tuoi concorrenti? Ecco un po’ di domande alle quali potrai rispondere utilizzando questo strumento.

Che cosa potrai fare in pratica con SEMrush? 

Con la funzionalità ricerca organica potrai analizzare le migliori parole chiave dei concorrenti e osservare i cambiamenti nel ranking dei domini. 

Display advertising permette di conoscere chi investe di più in questo tipo di pubblicità e quali sono i nuovi inserzionisti che si affacciano sul mercato.

Ogni anno è il “nuovo” anno dei video (per citare una massima di gran moda nel nostro settore) e con SEMrush potrai analizzare le campagne video più efficaci e quelle dei tuoi competitor.

Un’intera sezione della suite, poi, è dedicata allo studio delle keywords esplorate in ambiente multinazionale e multilingue. Alla SEO è riservata anche la funzionalità ideas con cui effettuare un’analisi approfondita dei leader della SERP.

E i report? Per quelli sono disponibili le features branding e commento per progettare il tuo report personalizzato, quello che distingue te e il tuo modo di lavorare.

SEMrush è uno strumento a pagamento, ma potrai scegliere tu la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Simply Measured

Questo strumento, invece, ti sarà utile per monitorare i social e le attività dedicate.

Un modo pratico e di sicuro impatto per mostrare l’efficacia delle tue azioni su canali quali: Facebook, Twitter, Google+ e Instagram.

Vuoi mettere a confronto le metriche di due fanpage per valutare il tasso di engagement prodotto, confrontando i contenuti dei relativi post e il livello di popolarità raggiunto?

Simply Measured ti consente di farlo, ad esempio, tramite la funzionalità Facebook Competitive Analysis, solo una tra le tante feature proposte.

Il punto di forza di questo tool consiste nel raggruppare dati provenienti da più canali social e organizzarli in report pratici ed esteticamente gradevoli.

Google Analytics e ShinyStat

Se vuoi fare web marketing hai bisogno di utilizzare Google Analytics. Non uno strumento qualsiasi, ma lo strumento professionale per il nostro lavoro.

Penso sia inutile dilungarmi su quanto mi piaccia, trovandolo pratico e indispensabile allo stesso tempo. 

Passiamo, quindi, in rassegna alcune delle sue maggiori funzionalità.

Con Google Analytics, ad esempio, potrai:

  • monitorare le visite giornaliere/settimanali/mensili registrate da un sito web;
  • analizzare la provenienza geografica degli utenti su una pagina;
  • ricavare il tempo di permanenza su ogni singola pagina;
  • scoprire le principali pagine di ingresso al sito. Non solo la home page, ma qualsiasi pagina interna venga indicizzata da Google e risulti, così, capace di generare traffico in entrata;
  • recuperare le pagine di uscita;
  • distinguere i dati di accesso mobile da quelli desktop.

La potenzialità di questo strumento imprescindibile sta anche nella creazione di report in vari formati (PDF, Excel, ecc.) e di inviarli a scadenze stabilite da te direttamente nella tua casella di posta e in quella del cliente.

Tutto automatizzato al costo di pochi semplici click.

Per completare la trattazione non potevo mancare di menzionare ShinyStat, il sistema più valido per analizzare i dati provenienti dai browser. 

Questo tipo di dati si rivela più utile rispetto ai file di log, permettendo, inoltre, di accedere alla sezione cache dei browser.

Come sempre, in termini pratici, ecco cosa potrai fare con questo tool:

  • misurazione delle pagine effettivamente caricate dai browser;
  • rilevazione più accurata delle pagine dinamiche, contenenti plugin flash o frame;
  • conteggio del tempo effettivo speso dagli utenti sulle pagine che gestiamo;
  • stima delle keywords non più fornite da Google;
  • separazione delle visite ricevute dai canali B2B rispetto a quelle C2B;
  • registrazione delle conversioni che vengono isolate dal resto dei dati. Ogni qualvolta una persona invia una richiesta di informazioni, acquista un prodotto o si iscrive alla nostra newsletter, il sistema separa queste azioni, evidenziandole.

Spero di averti aiutato a comprendere meglio la strategia data driven. Tu che ne pensi del ruolo dei dati nel nostro lavoro di consulenti?

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