E dagli oggi, e dagli domani, mi fumano un po’. Perché il trend che mi pare di rilevare, soprattutto in questi ultimi anni, è… triste. Forse, amico consulente marketing, l’hai notato anche tu.

– Gente assunta in azienda con qualifiche appiccicate addosso tanto per.
– Aziende che cercano figure con competenze trasversali invece di puntare alla specializzazione.
– Freelance che si vendono per quello che non sono.
– Report pieni di numeri messi là a cavolo.

Ora. Lungi da me fare il moralista e il bacchettone, però…
Però – cavolo! – come si fa? Come si fa a parlare di marketing digitale quando in giro c’è ancora così tanta, ma tanta ignoranza? Quando anche l’imprenditore medio confonde il copywriter col social media manager, quando il freelance di turno vende al cliente report pieni di… niente.

Allora sapete che c’è? Che voglio dire la mia. Non sarò la persona più autorevole, visibile, famosa, seguita, acclamata e bla bla bla. Ma non me ne frega niente.  Ecco quindi i miei pensieri per imprenditori, dipendenti, freelance.

Imprenditore. Non c’hai capito una fava
Tu del marketing, digitale o “tradizionale” che sia, dimostri di non capirci niente quando non hai chiari i ruoli delle persone che vuoi assumere.
Fossi in te, farei un attimo mente locale, cercherei di capire che un web designer non è in automatico anche un programmatore. Che un copywriter non è tenuto ad avere competenze di social media marketing. E via dicendo.

Fossi in te, appunto, mi darei una letta ai profili professionali stilati da IWA. Un elenco ancora perfettibile, per carità. Ma almeno quando scriverai la tua prossima offerta di lavoro eviterai di farcirla di minchiate.

#amen1.

Dipendente. Non c’hai capito una fava due la vendetta
E veniamo a te, dipendente. Tu devi trovare un modo per farti rispettare. Lo so, lo so. Non è facile (sono stato dipendente anche io). Ma, aspetta un attimo: devi farti rispettare rispettando anche te stesso.

Che rispetto hai di te se, subito dopo un corso di formazione, ti appiccichi un’etichetta tipo “web marketing consultant specialist”? Specialisti si diventa negli anni. Con la pratica. Il sudore. Le porte in faccia. Gli sbagli commessi. E le cazzate commesse.

Se vuoi essere rispettato, rispettati.

Io faccio molta formazione individuale sul web marketing. E prima, durante e dopo ogni corso tengo sempre a specificare che bisogna continuare a studiare, che bisogna lavorare sodo, che bisogna essere umili. Che non basta un blog per vendersi sul mercato; perché un blog può aprirlo chiunque, ma solo un professionista sa come gestirne al meglio il piano editoriale, come curarne la grafica, come far arrivare traffico qualificato, come portare al cliente risultati mica chiacchiere.

Se sei tu il primo a vendersi per ciò che non è, non lamentarti, dopo, se il capo ti chiede di fare cose che non ti spettano.

#amen2

Freelance. Non c’hai capito una fava triplo carpiato con lode
E infine tu, collega freelance. La vita della “lancia libera” è dura. Lo so, cacchio se lo so. Però nessuno ti costringe a fare report pieni di fuffa, con numeri presi diosolosaddove.

Nessuno, e ripeto NESSUNO, ti obbliga a dire al cliente che usi un tool particolare, che fa una cosa particolare – e quindi fargli pagare il servizio –, quando quel tool col cavolo che lo usi.

Nessuno ti chiede di inserire in una strategia numeri da far girare la testa. Nessuno ti costringe a fare promesse idiote, perché tali sono.

Il marketing digitale è marketing. E il

marketing si basa su analisi, strategia,

azioni, controllo.

L’imprenditore è idiota quando cerca gente che faccia diecimila cose. Ma ti paga. Ti paga? Allora non prenderlo per il culo, perché chi fa marketing non gioca coi soldi della gente. Quindi, se lo fai, non solo non c’hai capito una fava di questo lavoro. Non c’hai capito proprio una fava della vita.

#amen3

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