RIFLESSIONE

Dove pensi di andare senza strategia?

La settimana scorsa, caro consulente marketing, ti ho spiegato come scegliere il modello di business più adatto alle tue esigenze. Il momento immediatamente successivo è rappresentato dalla strutturazione della strategia di marketing. Sono due fasi cronologicamente vicine ma ben distinte, che si sviluppano nel corso del tempo, procedendo di pari passo e integrandosi, affiancate da un costante lavoro di revisione e controllo.

La strategia che un’azienda pone in essere, va vista come la strada che conduce a una destinazione finale, quella rappresentata dal raggiungimento degli obiettivi prefissati. Per percorrere questa strada, occorre compiere passi coordinati: si devono utilizzare strumenti diversi, si può andare a piedi o scegliere di servirsi di mezzi di trasporto, questi potranno essere personali o pubblici. Questa è la differenza tra strategia e tattiche.

Aspetta, prima una piccola precisazione. Molti di quelli che lavorano nel digitale, dimenticano o, peggio ancora non sanno, che la materia con cui tutti noi abbiamo a che fare è il marketing. Chi infatti non ha queste basi, partendo quindi direttamente dallo strumento, avrà necessariamente una visione miope. Ritorna utile non dimenticarlo, però, perché è nel marketing che si trovano le basi teoriche e pratiche del web marketing. Vietato quindi improvvisare!

Una strategia non rimane immutata nel tempo, va costantemente rivista e modificata.

Questo lo diceva anche Gareth Morgan, il quale, già nel 1986, nel suo più volte best seller “Le metafore dell’organizzazione”, parlava di organizzazioni come sistemi aperti. L’azienda infatti non è un sistema chiuso e, al pari di qualsiasi altro sistema vivente, si interfaccia con l’ambiente circostante, dal quale riceve input, che poi trasforma internamente, producendo a sua volta output e feedback (ogni elemento dell’esperienza influenza il prossimo).

Gli input esterni possono essere rappresentati da un’innovazione tecnologica, una modifica legislativa o la presenza di un nuovo competitor sul mercato, solo per farti qualche esempio. I cambiamenti che le risorse interne disponibili subiscono, sono, allo stesso modo, responsabili di produrre ulteriori effetti sulla pianificazione strategica. Tutto questo rende una strategia sorpassata, bisognosa di modifiche e accorgimenti.

Ora che abbiamo chiarito i concetti fondamentali, sotto con la pratica.

Quali sono le parti fondamentali di una strategia? I pilastri sono:

  • L’ambiente;
  • Il business;
  • I clienti;
  • I competitor.

Insieme, questi punti costituiranno la tua premessa strategica. Ti sarà utile per definire vantaggi e svantaggi di quel settore, le opportunità offerte anche da eventuali fattori esterni. Ovvero il mercato di riferimento. È il momento di farsi qualche domanda in merito agli obiettivi da raggiungere, per i quali dovrai individuare le risorse necessarie e le azioni con cui raggiungerli. È bene che gli obiettivi individuati siano smart. Occorre quindi che siano:

  • Specifici;
  • Misurabili;
  • Attuabili;
  • Realistici;
  • Temporalmente definiti.

Ora entriamo nel vivo della pianificazione strategica. Come strutturare il documento strategico vero e proprio? Anche qui possiamo individuare parti differenti: situazione attuale del cliente, competitor, obiettivi di strategia, attività e budget.

La situazione attuale del cliente è un aspetto che si compone di diversi elementi: sito, blog, SEO, presenza sui Social e sentiment.

Sui competitor va fatta una riflessione accurata che riguarda la scelta da operare nell’individuarli. Questa non è per niente facile e scontata. C’è chi suggerisce metodi piuttosto rozzi e imprecisi, come quello di fare una ricerca su Google con parole chiave attinenti il settore di riferimento (o i prodotti/servizi) e prendere i primi risultati della SERP eleggendoli a competitor di riferimento. Sembra anche a te assurdo, vero? Il discorso sui competitor è complicato perché comporta diverse considerazioni a monte e la scelta non è mai banale. Ad esempio, potremmo avere un determinato competitor su una specifica linea di prodotti e competitor diversi considerando altre linee di prodotto. Per una determinata attività, magari con un punto vendita fisico, andranno presi in esame competitor anch’essi fisicamente presenti in quel definito spazio territoriale; elementi questi, totalmente irrilevanti, qualora la nostra attività sia strutturata mediante un e-commerce.

Insomma, sei tu consulente di web marketing a operare questa scelta e non puoi certo incolpare Google per averti proposto dei competitor sbagliati!

Gli obiettivi di strategia si scompongono in micro e macro obiettivi. I micro obiettivi sono come i diversi livelli di un videogioco: occorre superarli uno a uno, per giungere al completamento del gioco, i macro obiettivi finali. Il consulente di web marketing ne segue costantemente l’andamento grazie alle costanti attività di analisi e monitoraggio che confluiscono nei report mensili.

Per valutare l’andamento di una strategia scomposta in tanti micro obiettivi non si devono perdere mai di vista gli indicatori di performance (KPI): sarai sempre tu, consulente, a scegliere le metriche più efficaci per valutare l’andamento della tua strategia.

Le attività e il budget riguardano le scelte da operare in merito a azioni, obiettivi mensili e budget che andranno a impostare la strategia in 3 diversi ambiti: sito web, social network e campagne di advertising.

Il tuo documento di pianificazione strategica è finalmente pronto. Richiede molto lavoro ma ripaga fino all’ultimo sforzo compiuto per redigerlo. Consente di facilitare i compiti successivi perché evidenzia dove e come operare con precisione e logicità. La sua utilità maggiore, però, consiste nel restituire alle diverse professionalità coinvolte nel progetto (web agency esterne, risorse interne, etc) la situazione d’insieme e il peso specifico del proprio ruolo.

Grazie al lavoro del consulente di web marketing ogni risorsa coinvolta saprà quello che stanno facendo le altre e come ciò si integri in un quadro complesso e unitario, in cui tutti gli elementi sono interfacciati tra loro.

Concludo col darti un po’ di consigli generali.

  • Il cliente viene sempre prima di tutto e il tuo documento di pianificazione strategica dovrà essere di supporto ai suoi bisogni e necessità piuttosto che girare intorno a prodotti e tattiche.
  • Fatti trovare preparato, studia e anticipa ogni domanda del tuo cliente con le tue risposte.
  • Prediligi chiarezza e semplicità quando strutturi graficamente il documento.
  • Non usare grafici carini perché di tuo gradimento: nel mio libro, ho parlato di quelli facilmente comprensibili dall’occhio umano. È necessario che l’esposizione sia chiara, immediatamente comprensibile anche dal punto di vista visuale.
  • Non promettere le stelle ma obiettivi realisticamente perseguibili. Sembrerà scontato dirlo, ma tanti sono i consulenti che promettono traguardi irrealizzabili al solo scopo di ottenere un lavoro. Quando le loro promesse risultano puntualmente disattese l’intera categoria ne riceve un danno.

Tutto chiaro? È il momento di rimboccarsi le maniche. Non hai più scuse e sei pronto a compilare un perfetto piano strategico per il web.

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