Qualche giorno fa, su queste stesse pagine, ho scritto un post diretto al consulente marketing che si lascia risucchiare eccessivamente dal proprio business della consulenza strategica marketing, al punto da non avere più un minuto di tempo libero da dedicare alla propria famiglia, ai propri hobby e a sé stesso. Ma a che pro lavorare sessanta, settanta, quasi ottanta ore alla settimana, per poi non poter avere del tempo di qualità? E c’è di più: come ci possiamo davvero illudere di poter dare del nostro meglio in ufficio o di fronte ai nostri clienti, se non stacchiamo la spina da settimane? Certo, siamo circondati da pc, da tablet e da smartphone che ci permettono di lavorare sempre e ovunque, ma non siamo delle macchine: questo significa che ogni tanto dobbiamo dimenticarci del nostro lavoro, disconnetterci e bere una birra in santa pace, per il bene nostro, per quello di chi ci sta attorno e per quello della nostra attività.

Lavorare di meno, però, non significa per forza accettare di diminuire le proprie entrate

Non vorrai certo che io, come consulente, ti consigli espressamente di tagliare i tuoi clienti, di diminuire il tuo lavoro e quindi di far decrescere la tua azienda, vero? Assolutamente no! Io miro invece a farti lavorare di meno a parità di entrate. Anzi, ti dirò di più: con una buona organizzazione e il corretto approccio mentale, è possibile anche lavorare di meno e guadagnare persino di più, facendo più felici i nostri clienti.

Smettila di prenderti in giro: essere sempre occupati non è sinonimo di successo 

Bene. Prima di tutto, il mio consiglio è quello di metterti ben in testa che l’essere costantemente occupati, l’avere l’agenda piena di appuntamenti, l’essere sempre di corsa tra un cliente e l’altro, è praticamente uno status symbol. Proprio così: ci siamo ficcati in testa che, più siamo occupati più siamo arrivati, più abbiamo successo. Ma questo può – potrebbe – andar bene durante i primissimi anni di lancio di un’azienda, o magari durante dei periodi particolarmente stressanti in cui per qualche assurdo motivo si sono accalcati troppi impegni. Ma non può essere assolutamente la regola: non avere un attimo di respiro infatti non può che minare il successo della nostra attività, e persino la nostra sanità mentale – per non parlare della nostra felicità.

In quella lavagnetta cancellabile che hai in testa e sulla quale segni tutti i tuoi obiettivi fondamentali, dunque, tra la voce ‘raddoppiare le entrate’ e ‘avere una barba bella come quella di Mazzù’ dovresti inserire una riga dedicata a ‘avere più tempo libero’ – cancellando, nel caso, l’obiettivo demenziale ‘essere più occupato’.

Scegli le tue battaglie

Ma come puoi lavorare di meno e raggiungere più risultati nella tua attività? Te lo dico io: smettila di perdere tempo in progetti che non porteranno alcun vantaggio per la tua attività. Parlo di tutte quelle iniziative interne che vengono lanciate dai consulenti, dai freelance e dai piccoli imprenditori, e che poi tipicamente non vengono implementate o utilizzate a dovere. Quante piccole aziende spendono tempo e denaro nella creazione di brochure o di cataloghi che non verranno mai distribuiti correttamente? Quanti consulenti sprecano tempo nella creazione e nell’impostazione di blog che non verranno mai effettivamente riempiti di post? E quanto tempo hai speso nel realizzare piani di marketing che poi non hai mai implementato?

Non sto dicendo di smettere di sbatterti per far crescere la tua azienda. Ti sto dicendo, invece, di smetterla di perdere tempo in progetti che non implementerai mai a dovere, e che dunque saranno inutili. Dieci scatoloni di brochure aziendali ammassati in fondo all’ufficio sono del tutto inutili, un blog vuoto è infruttuoso o perfino dannoso per la tua immagine, e un piano di marketing lasciato su carta è solo uno spreco di tempo, di carta e di inchiostro.

Ma come succede tutto questo all’interno di un’attività votata alla crescita? Semplice: si perde del tempo a creare del materiale, che poi viene implementato raramente o a metà, per il semplice fatto che la fase dell’implementazione e molto più faticosa e difficile rispetto alla fase della progettazione. E il peggio è che gli imprenditori che perdono tempo in questi progetti destinati a fallire, si illudono di fare qualcosa di utile per la loro attività, per il semplice fatto – ahimè – di essere occupati! Ebbene, pensa a tutte quelle volte che hai passato ore in ufficio lavorando davanti al computer quando invece avresti potuto startene a casa sul divano a leggere un buon libro, oppure al parco con i tuoi figli – con risultati molto migliori!

Tutti quanti ci siamo cascati almeno una volta. Ti dirò di più: la maggior parte delle persone ricade in questo circolo vizioso più volte. In alcuni casi quasi disperati, questa è praticamente la quotidianità.

L’amico Pareto 

Vuoi sapere cosa devi fare per eliminare del tutto questi progetti inconcludenti che non fanno altro che mangiare il tuo tempo? Bene: inizia a mettere in pratica nel tuo business il Principio di Pareto. L’eclettico economista Vilfredo Pareto coniò la formulazione secondo la quale, all’interno delle strutture di causa-effetto, il 20% delle cause provoca l’80% degli effetti. E sorprendentemente questo principio trova applicazione in moltissimi ambiti differenti. E la tua azienda – provare per credere – rientra in pieno tra questi ambiti. Il mio consiglio è dunque quello di individuare subito, già oggi, il 20% delle tue azioni che portano ai risultati migliori, per poi eliminare – o ridurre ai minimi termini – il restante 80% delle tue azioni (non intestardirti, per carità, sulle percentuali: nessun Pareto verrà a tirarti le orecchie se invece otterrai un 30%-70%).

Questo non vuol dire che non devi realizzare e stampare delle brochure per la tua attività. No, vuol dire che se lo vuoi fare, lo devi fare fino in fondo, per poi distribuirle tutte quante, dalla prima all’ultima. E questo perché, nel frattempo, non starai spendendo tempo anche nella gestione delle newsletter, del blog, della stampa dei biglietti da visita, della tinteggiatura dell’ufficio, dell’evento aziendale e della toelettatura del criceto.

Scegli le attività che realmente possono fare del bene alla tua azienda – ce ne sono tantissime – e decidi quale riuscirai a portare fino in fondo, e agisci!

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