Web Marketing Podcast di Alessandro Mazzù: ascolta & scarica

Caro consulente web marketing, oggi inizio questo post raccontandoti quello che accadeva nell’autunno del 2017. Il nostro Paese piangeva la tragicomica fallita qualificazione della nazionale di calcio ai successivi Mondiali, in Germania la Merkel veniva confermata per il quarto mandato, nelle edicole usciva l’ultimissimo numero di Rat Man. Questo, insomma, per dare l’idea dell’atmosfera, dell’aria che si respirava in quei giorni – senza ombra di mascherina. E io? Io, orologio (giallo) al polso, muovevo in quei tempi una battaglia contro la cattiva gestione del tempo lavorativo, pubblicando su queste stesse pagine ben due post dedicati al time management per i consulenti di marketing:

  1. https://www.alessandromazzu.it/time-management-ci-riproviamo
  2. https://www.alessandromazzu.it/tempo-denaro-soprattutto-scopri-gestirlo-al-meglio

La battaglia fu vittoriosa? Ahimè, non credo: porgendo l’orecchio alla folla sento ancora ben distinti i lamenti dei professionisti che si disperano per avere troppe cose da fare e poche ore a disposizione. Le mie dritte per la pianificazione della giornata lavorativa per il consulente di marketing sono però qui e lì andate a segno, con qualche collega che le ha sfruttate per migliorare sensibilmente la propria attività.

Oggi, però, il contesto è cambiato. Allora mi ero rivolto infatti ai consulenti, strizzando l’occhio tutt’al più anche ai piccoli imprenditori e ai freelance che dovevano affrontare le insidie del lavoro autonomo, con una totale e pericolosa libertà nella gestione del tempo. Ora che la pandemia di Covid-19 ha avuto l’effetto collaterale di spargere a macchia d’olio lo smart working – meglio, l’home working – nelle case degli italiani, non si contano le persone le quali, lavorando da casa in tuta, in pigiama e – ora che arriva l’estate – in altrettanto impresentabile déshabillé, si sono scontrate esse stesse con le insidie del time management.

Perché l’home working, signori e signore, è anche questo, soprattutto se adottato in modalità emergenziale. Persone abituate a entrare in ufficio alle 9 in punto e a uscirne alle 18 e zero zero si sono ritrovate ad accendere il pc in salotto alle 10, a fare una pausa caffè dalle 10 e mezza alle 12, seguita da una pausa pranzo condita di sensi di colpa fino alle 14, per poi lavorare a rotta di collo fino alle 21 per recuperare quello che non era stato fatto la mattina.

Ecco quindi che, udendo il moltiplicarsi delle lamentele, delle invocazioni e diciamolo, delle parolacce causate dalla cattiva gestione del tempo, ho deciso di tornare sull’argomento, dispensando non più consigli da seguire, quanto invece una bella lista di errori da evitare nel campo del time management. E questo elenco vuole essere stavolta non solo a beneficio dei consulenti e degli imprenditori, ma anche di tutte quelle persone che, lungi dall’essere lavoratori autonomi, si sono ritrovati a dover gestire da un giorno all’altro il proprio tempo lavorativo, con le difficoltà aggiuntive dell’avere a che fare con appartamenti pensati per tutto fuorché per lavorare, con figlioletti bisognosi d’attenzione, vicini rumorosi e frigoriferi pericolosamente vicini alla scrivania.

Perché sì, la fase emergenziale della pandemia è forse passata, ma l’esigenza di imparare una volta per tutte a gestire il tempo lavorativo, beh, quella resta, per tutti quanti.

 

Ecco, dunque, i principali errori da evitare a livello di time management.

 

1. Pensare di non avere abbastanza tempo.

Lo facciamo tutti, ma è il primo e più grande errore in fatto di time management. Il motivo è semplice: tutti abbiamo a disposizione la stessa dose di tempo, ovvero 24 ore alla settimana. Nessuno, nemmeno il tuo concorrente diretto – o il collega che sta cercando di farti le scarpe – ha un dispositivo che aggiunge una venticinquesima ora alla sua giornata, o che riesce a toglierne una alla tua. Questo significa che, quando pensi di non avere abbastanza tempo, stai letteralmente perdendo il tuo tempo. Inizia a pensare che il tempo c’è, che è uguale per tutti, e che tu devi iniziare ad amministrarlo al meglio: è il punto di partenza fondamentale per migliorare il tuo time management.

 

2. Non sapere cosa farai domani.

Gestire il tempo in modo efficace significa in gran parte pianificare attentamente la proprie attività. Cosa farai domani, come primo lavoro? Cosa farai alle 14? E dopo domani? Programmare le proprie attività è il principale metodo per gestire al meglio il proprio tempo e per risparmiare ore preziose. E occhio, non voglio dire che non ci può essere spazio per l’improvvisazione, per la chiamata d’emergenza di un cliente, o persino per un aggiornamento improvviso del sistema operativo del tuo pc: ci devono essere dei margini di libertà, loro stessi però parte integranti del tuo piano!

 

3. Non individuare le priorità.

Sembra facile, ma non lo è affatto. Ci sono lavori che possono essere rimandati, e altri che invece devono essere fatti quanto prima possibile. Alcuni possono persino essere fatti in ritardo senza conseguenze gravi, mentre altri, se terminati con una sola ora in più rispetto al programma, possono portare a delle piccole o grandi catastrofi. É dunque fondamentale imparare a dare delle priorità ai vari progetti e alle varie attività, evitando di agire a “pancia”. In caso contrario, si finirà nella maggior parte dei casi ad anticipare i compiti facili, divertenti, leggeri, e per posticipare quelli più pesanti.

 

4. Iniziare tardi.

Ecco il nemico numero uno di chi non deve timbrare il cartellino, e che pecca di forza di volontà. Non dico certo che lì fuori sono tutti dormiglioni, nossignore. Sicuramente, però, chi si trova ad avere a che fare con la libertà in fatto di gestione del tempo si trova spesso in difficoltà proprio nel primo mattino. C’è chi ne approfitta per fare una lunga colazione fuori, chi per fare una corsa al parco, chi per fare qualche lavoro domestico, e sì, chi continua a rimandare la sveglia ben oltre l’orario usualmente seguito per recarsi in ufficio. Una buona strategia di time management, per chi lavora in autonomia o in smart working, è certamente quella di iniziare a lavorare presto, o perlomeno non tardi. Chi inizia oltre l’orario stabilito, di fatto, inizia male, malissimo, ritrovandosi fin da subito a rincorrere il tempo: a quel punto, il minimo contrattempo potrebbe far crollare l’intera giornata.

 

5. Non documentare il proprio lavoro.

Non basta pianificare le attività:. No, per una virtuosa gestione del tempo è anche necessario tenere traccia di quanto si è effettivamente fatto. Molti consulenti e freelance sono già abituati a documentare le proprie azioni, dovendo presentare ai propri clienti un corrispettivo delle ore dedicate ai vari progetti. Ma tenere traccia delle attività svolte è estremamente utile anche per controllare a posteriori l’impiego del proprio tempo lavorativo, per analizzare il proprio operato: si è forse impiegato troppo tempo per portare a termine una determinata attività? Per quello specifico compito si sono usate meno ore di quanto era stato previsto? Quante volte durante la settimana è stato necessario aggiungere ulteriori ore di lavoro per portare a termine il programma giornaliero? Tutto questo ci può aiutare a programmare e quindi a gestire meglio la nostra attività.

 

6. Lasciarsi distrarre.

Devi eliminare le distrazioni! Facile a dirsi, quando si lavora in ufficio, magari con dei diretti superiori che passano di tanto in tanto dietro alle nostre spalle. Ma cancellare tutte le distrazioni in casa è in certi casi difficilissimo. Non solo le notifiche su Facebook, non solo le pause caffè, ma anche il frigo tentatore, i vicini che chiacchierano tra un balcone e l’altro e via dicendo. Bastano un paio di distrazioni di troppo per posticipare la fine della giornata lavorativa di una o di due ore.

 

7. Nessuna vera pausa.

Ecco il problema di chi si lascia distrarre da Facebook, da Instagram, da YouTube e via dicendo. Perdendo di continuo tempo in questo modo, infatti, si resta sempre avvinghiati alla scrivania, senza alzarsi per sgranchirsi le gambe, pensare ad altro, riposare gli occhi e così via. Molto meglio invece lavorare duramente per un’ora (o mezz’ora, o due ore, in base alla scaletta che si preferisce) e fare regolarmente delle pause di due, di cinque o di dieci minuti, staccando effettivamente il cervello per bersi un caffè, fare due esercizi, eccetera eccetera, per poi riprendere il lavoro più freschi e vigorosi.

 

Riuscirai anche tu a migliorare la tua gestione del tempo, producendo di più in meno ore?  

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