Web Marketing Podcast di Alessandro Mazzù: ascolta & scarica

Fino a pochi anni fa era possibile aprire un qualsiasi libro di marketing e leggervi dentro cose come: digitalizzazione dei processi produttivi e diffusione di prodotti a elevato contenuto di informazione e intelligenza. Il futuro dell’organizzazione del lavoro era concepito come basato su leggerezza, intangibilità e conoscenza. Questi erano i concetti base. Noi, ora, caro consulente marketing, quel momento lo stiamo vivendo e ci accorgiamo, anche solo a fronte di una breve riflessione, di come le cose siano andate esattamente in quella direzione.

Viviamo in un mondo del lavoro che ha dematerializzato molte delle strutture produttive a favore di modelli organizzativi “leggeri”. In questi è l’istantanea diffusione delle informazioni a correre veloce grazie alla rete Internet. Ed è questo che garantisce il funzionamento di quelle organizzazioni. Non solo nella progettazione lavorativa: è tutto il mondo intorno a noi a diffondersi immediatamente sulla scia di bit e connessioni sempre più rapide.

Come altri, anche il lavoro del consulente di web marketing ha beneficiato di questa rivoluzione digitale componendosi, completamente, intorno a un concetto: conoscenza.

La conoscenza è, soprattutto, quel blocco di saperi che impieghiamo in una rete di figure e competenze costruita intorno al progetto che abbiamo ideato. Sono le energie di grafici, copywriter, esperti SEO, sviluppatori, etc. 

Un progetto di web marketing, infatti, è un lavoro in cui a momenti da solisti si alternano passaggi corali. Dopo le fasi di analisi e successiva pianificazione strategica svolte dal consulente, al progetto occorrerà l’intervento di diversi professionisti.

La partecipazione di tante figure, che contribuiscono ognuno con le proprie competenze è presupposto fondamentale per la buona riuscita di un progetto. Anche e soprattutto di quello digitale.

L’organizzazione del lavoro nell’era digital

Eccoti un dato che vale più di tante parole: in un’indagine condotta dal World Economic Forum è emerso che il 65% dei bambini che iniziano la scuola in questi anni, farà un lavoro che oggi non esiste.      

Viviamo nell’epoca di una nuova rivoluzione industriale i cui effetti sono ancora lontani dall’essere definitivi e consolidati. E la strutturazione del lavoro attuale chiama in causa termini come flessibilità e industria 4.0.

Cosa si è modificato negli ultimi decenni? gli strumenti. Disponiamo di mezzi automatizzati in grado di elaborare migliaia di informazioni in pochi secondi. Ci nutriamo costantemente di informazioni: sono quelle provenienti da ogni parte del globo come, anche, i cambiamenti con cui la realtà modifica la percezione del mondo intorno a noi. Piccole modifiche agli algoritmi che ci impongono di adattare competenze e tecniche.

Un laptop e una connessione a internet ci consentono di lavorare ovunque; sono quelle strutture “leggere” di cui ti parlavo appena sopra. In passato, lavoro era sinonimo di una scrivania in un ufficio e prima ancora della catena di montaggio in edifici imponenti, costruiti allo scopo.

L’organizzazione del lavoro moderna, invece, basa la sua funzionalità sulle relazioni e sui contributi che i soggetti coinvolti riescono a dare. Indipendentemente dal luogo in cui si trovano o dal momento in cui lavorano al progetto. Oggi, le strategie di valore significative sono quelle che combinano creatività e relazioni

Le persone che lavorano insieme a un progetto e che si relazionano in maniera efficace, producono risposte e soluzioni capaci di dominare la complessità ambientale. L’elemento umano nell’organizzazione del lavoro è in grado di fare la differenza, ancora oggi.

È il momento di fare sul serio: il brief

Complimenti amico mio. Se sei giunto fino a qui, vuol dire che il cliente ha accettato il tuo preventivo. Da potenziale è ormai entrato a far parte del tuo portfolio clienti. Prima di iniziare davvero a lavorare al progetto, avrai bisogno di un nuovo appuntamento con lui. È nel corso di questo incontro, briefing, che si redige un documento fondamentale, il brief. Il brief serve a rendere pratico e fattivo un piano strategico che, fino ad allora, era rimasto nell’ambito delle idee, magari fighe, da concretizzare.

Ora, la fase operativa è finalmente iniziata. Durante la prima riunione bisogna, dunque, raccogliere tutte le informazioni capaci di costituire direttive da sviluppare o specifiche di cui tener conto. E’ ancora un momento di scambio tra consulente e cliente che può, in questa fase, aiutarti a definire obiettivi e priorità.

Il brief è una mappa e, in quell’alternanza tra momenti solitari e corali, serve a restituire a ogni membro del team il peso del proprio contributo. Che cosa devo fare? In quanto tempo dovrò realizzarlo? Questo inoltre aiuta a spazzare via l’idea che si possa lavorare seguendo il proprio gusto personale

Un sito non si realizzerà come piace al grafico ma per favorire la user experience del target di riferimento. Un testo non dovrà essere bello nello stile ma utile e informativo per chi avrà bisogno di documentarsi su un dato argomento. E così via per tutti gli aspetti che riguardano il progetto dove, ricorda, è l’utente, ossia l’utilizzatore finale, che viene prima di tutto.

Il brief è lo strumento destinato a circolare all’interno del team di lavoro. Lo compila il consulente ma diviene una risorsa utile a diffondere le direttive scaturite dall’incontro tra le richieste del cliente e le indicazioni dei professionisti.

Ricapitolando con il brief puoi:

  • Comunicare le tue priorità a tutti quelli che lavorano al progetto, siano essi risorse interne all’azienda del cliente sia figure esterne;
  • Fissare le deadline anche intermedie del progetto, con le relative motivazioni. In questo modo restituirai al progetto chiarezza e un ritmo ben scandito;
  • Ottimizzare il tuo tempo, evitandoti l’esposizione a un costante flusso di richieste di informazioni. “Che cosa occorre fare e in quanto tempo dovrò consegnare il lavoro?” È tutto scritto nel brief!

Un buon brief aiuta a delineare la strategia

È giunto il momento di spiegarti come redigere un brief utile. Uno che renda la successiva elaborazione della strategia semplice e immediata. Segui, dunque, questi due step: raccogli tutte le informazioni possibili e poi stila un documento semplice e informativo. Il brief non dovrà essere coinvolgente o emozionante, punterà invece all’essenzialità di informazioni coincise ed espresse in maniera diretta. Elenchi e grassetti, frasi brevi e passaggi essenziali attraverso i quali rendere la lettura del documento semplice e comprensibile per chiunque lo utilizzi. Il brief pur se breve, avrà comunque un contenuto che è possibile schematizzare nei seguenti punti:

  • Analisi. Studia le attività di promozione e la comunicazione in genere, svolte dall’azienda, in passato. È importante capire il suo mercato di riferimento, i competitor e gli elementi chiave del loro successo;
  • Obiettivi. Entriamo nella parte che, poi, nella strategia sarà trattata in maniera più approfondita. Occorre, però, già ora iniziare a specificare gli obiettivi del piano con i relativi punti di forza e di debolezza, un’analisi swot della situazione;
  • Target. Si entra nel vivo del progetto con la definizione del pubblico di riferimento individuato per sesso, età, città, occupazione, livello di istruzione, etc. Ricorda anche di suddividere il target in principale e secondario;
  • Sintesi del progetto. Quali sono i suoi elementi chiave? Quali scelte si hanno a disposizione? Come si struttura la comunicazione intorno alla sua unique selling proposition?; 
  • Budget disponibile. La definizione del budget è fondamentale per la scelta dei mezzi attraverso i quali operare gli interventi strategici.

Questi sono i punti fondamentali che si ritrovano nei miei brief. Tu puoi aggiungerne degli altri che riterrai ugualmente utili a seconda delle esigenze e dei clienti. Tieni a mente che il brief si alimenta con le informazioni che saprai chiedere e ottenere dal tuo cliente.

Grazie a questo scambio potrai, poi, redigere un piano strategico perfetto per quella situazione.

E tu come compili i tuoi brief? C’è qualche consiglio che vuoi condividere?

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