Ti sei mai chiesto perché, anche se pianifichi tutto alla perfezione, alla fine non riesci a concludere quello che avevi promesso a te stesso di fare? Forse hai messo in calendario ogni singolo minuto, hai installato l’ultima app per la gestione dei task e hai persino disattivato tutte le notifiche sul cellulare. Eppure, ti ritrovi comunque con la sensazione di correre contro il tempo, come un criceto su una ruota che gira senza sosta.
Nel mondo del marketing (e non solo), la parola “produttività” è diventata una sorta di ossessione collettiva. Sembriamo convinti che esista un metodo, una strategia o un “hack” che ci permetta di fare tutto, meglio e più velocemente. Ma la verità è che la produttività perfetta non esiste. E sai perché? Perché non siamo robot: siamo esseri umani con limiti, emozioni, bisogni diversi da incastrare nella vita di tutti i giorni.
Spesso ci dimentichiamo di un aspetto fondamentale: non conta solo quante cose fai, ma quali. Se il tuo obiettivo è accrescere il tuo business, servire meglio i clienti o creare valore reale, forse dovresti prima di tutto selezionare le poche attività che contano davvero. Tim Ferriss, con la sua “4-Hour Workweek”, ha reso popolare un concetto semplice ma rivoluzionario: cerca di eliminare tutto quello che non è essenziale e di automatizzare o delegare ciò che non richiede il tuo intervento diretto. In altre parole, taglia il superfluo per concentrarti su ciò che fa la differenza.
Esercizio pratico: prova a fare un elenco di tutto quello che fai in una giornata tipo. Sii onesto e metti in lista anche il tempo speso a scorrere i social “giusto un attimo” o a guardare l’ennesimo tutorial su YouTube perché “potrebbe tornare utile”. Poi, suddividi queste attività in tre categorie:
1. Essenziali (quelle che solo tu puoi svolgere, che creano reale valore e che portano risultati tangibili).
2. Delegabili/Automatizzabili (quelle che qualcun altro può fare bene, o che un tool può semplificare).
3. Eliminabili (quelle che non apportano alcun beneficio concreto, se non quello di farti sentire “occupato”).
Scommetto che nel terzo gruppo troverai più voci di quante immagini. Questo processo è un po’ come fare “pulizia di primavera”: all’inizio è faticoso riconoscere che certe abitudini ti fanno più male che bene, ma alla fine ti sentirai più leggero e libero.
Un altro aspetto che spesso sottovalutiamo è la nostra energia mentale. Anche se programmi tutto in modo impeccabile, se arrivi a metà pomeriggio svuotato e incapace di concentrarti, quel piano si sgonfierà in un attimo. Quindi, oltre a guardare l’orologio, prova a concentrarti anche su come e dove stai investendo le tue forze. Hai mai notato che ci sono momenti della giornata in cui riesci a scrivere un contenuto o elaborare una strategia di marketing senza interruzioni e con una carica pazzesca? E altri in cui qualunque stimolo esterno ti distrae?
Ecco perché è utile mappare non solo le attività, ma anche i tuoi “picchi di energia”. Se sai di essere più creativo al mattino, dedica quelle ore alle attività più impegnative a livello cognitivo. Riserva poi i compiti più “meccanici” ai momenti in cui ti senti meno lucido. In questo modo, smetti di combattere contro il tuo corpo e la tua mente, e inizi a farli lavorare dalla tua parte.
Programmare il tempo in modo ossessivo non ti regala automaticamente più produttività.
Al contrario, concederti dei momenti “vuoti” in agenda può essere il miglior regalo che fai a te stesso. Quei momenti diventeranno uno spazio per pensare, ricaricarti o risolvere imprevisti che inevitabilmente sorgeranno. Molte persone che sembrano “iper-produttive” in realtà sanno come proteggere le proprie pause e i propri tempi di recupero. Non è un lusso, ma una necessità per dare il meglio quando serve davvero.
Un ulteriore consiglio: ascoltati. Se ti senti costantemente ansioso o oberato, forse stai spingendo troppo sull’acceleratore. Va bene avere obiettivi ambiziosi, ma non dimenticare che la vita è fatta anche di relazioni, momenti di relax, hobby. Non vuoi certo bruciarti inseguendo una perfezione che non esiste. Pensaci: in un anno, preferiresti inseguire centomila micro-task senza mai fermarti, o dedicarti a poche iniziative ben scelte che ti portano reali soddisfazioni?
Come marketer (o come professionista in generale), il tuo valore non si misura dal numero di ore che passi davanti al computer, ma dall’impatto delle idee che sviluppi e dai risultati che ottieni. Magari è il momento di ripensare il tuo modo di lavorare, di dare spazio alla creatività e all’innovazione, invece di farti risucchiare dalla routine frenetica che ti lascia a fine giornata con la sensazione di non aver concluso nulla di davvero importante.
E tu, in quale momento della giornata ti senti più creativo? Quali sono le attività che ti risucchiano un sacco di tempo senza portare risultati? Raccontami la tua esperienza: condividere le nostre difficoltà è il primo passo per trovare strategie vincenti e, perché no, ispirare anche chi ci legge a fare un po’ di “decluttering” nelle proprie giornate.
Non si tratta di fare tutto, ma di fare bene quello che davvero conta.