Da qualche tempo ho deciso di ottimizzare le mie giornate lavorative dando maggiore spazio al tempo di qualità. Ho deciso quindi di prediligere il 20% di attività che mi procurano l’80% di soddisfazione. Non ti parlo solo dell’aspetto legato al mero guadagno ma, in generale, a quelle attività che mi fanno stare bene, che mi stimolano, mi fanno crescere e dalle quali posso imparare qualcosa. Hai intuito, lo so, che sto applicando la regola 80/20 o principio di Pareto. Se non sai di cosa parlo, caro consulente marketing, ti consiglio di chiedere a Google maggiori informazioni sull’argomento.

Perché ho deciso di modificare il mio modo di lavorare? Bella domanda. La risposta è che sono arrivato a un punto nel quale all’improvviso, spesso accade così, ho capito che stavo buttando via parte del mio tempo. La vita è soltanto una e il tempo sprecato non torna più indietro. Questo non era per me un segreto prima, ma ho preso consapevolezza di voler cambiare alcuni aspetti lavorativi per migliorare la qualità della mia vita. Siediti comodo e leggi quello che ho fatto, magari potrebbe servire da stimolo anche per te.

 

La sveglia

La mia sveglia, tranne in un periodo della mia vita nel quale suonava alle 6:00, era programmata ogni mattina per le 7:00. A prescindere da quello che dovessi fare durante la giornata. Lei suonava inesorabilmente alle 7:00. Ti confesso una cosa ma non prendermi per pazzo: ero sempre già sveglio prima che suonasse. Perché? Avevo nella mente troppe cose a cui pensare e anche il mio riposo ne risentiva. Ti dicevo, la mia sveglia suonava alle 7:00 perché, nonostante avessi all’epoca dei dipendenti, io ero sempre il primo a arrivare e l’ultimo a andare via. Avevo troppe cose da fare e pensavo che fosse solo una questione di avere più tempo. Mi sbagliavo. La mia sveglia, adesso, tranne in casi eccezionali suona alle 8:00. Lo so, lo so che è solo 1 ora in più. Infatti non è solo questione di sveglia ma, come ti dirò tra un pò, è anche questione di qualità del riposo. Oggi, arrivo in studio tra le 9:00 e le 9:30: dipende molto dal traffico che trovo in autostrada e in tangenziale. Ho preso finalmente consapevolezza che non sono un dipendente. Ho scelto, tanti anni fa (licenziandomi da un posto fisso con contratto a tempo indeterminato) di non esserlo più. E cosa facevo invece? Mi comportavo come il più diligente dei dipendenti.

 

Il riposo

Ti raccontavo prima della qualità del riposo. Ti immagini se adesso iniziassi a scrivere una bella marketta sull’importanza di scegliere il giusto materasso? Ahahahaha, beh, conosco molti “colleghi” che lo farebbero. Scusa la parentesi, non ho resistito. Ritorno serio. La qualità del sonno, nel mio caso era inevitabilmente rovinata dal fatto che portavo con me, sotto le coperte, il mio lavoro. Pensavo a quanto accaduto durante la giornata, cercavo soluzioni, immaginavo conversazioni con clienti e fornitori, insomma non riuscivo a staccare la famosa spina. Da quando ho eliminato l’80% di clienti e di attività inutili, ho ridotto di conseguenza le preoccupazioni, le responsabilità e l’ansia e il mio riposo ne ha beneficiato. Svegliarmi soltanto 1 ora più tardi (alle 8:00 anziché alle 7:00) in questo caso fa la differenza. Credimi.

 

La sera

Prima ero solito lavorare fino a notte fonda. Ti assicuro che non è un modo di dire. Lavoravo fino all’1 o anche alle 2. Mi occupavo personalmente delle questioni più importanti e/o più delicate che, guarda caso, erano la maggior parte delle cose da fare. In questo modo, non potendo delegare, ero schiavo degli obblighi che assumevo. Vuoi sapere adesso cosa faccio? Ho riacquistato la libertà di leggere un libro comodamente sdraiato sul divano. Ti sembra poco? A me no, vista la mia precedente organizzazione. Avere la libertà mentale dopo cena di dedicare il tempo a me stesso per attività di piacere è impagabile.

Starai pensando “Ok, mi hai detto come ti sei organizzato adesso rispetto a prima. Voglio però sapere come sei arrivato a questo?” Beh, ci sto arrivando.

Ecco gli step che ho seguito:

1. Ho deciso di lavorare da solo. Si, lo so che in teoria questo comporta un maggior carico di lavoro, visto che sono solo. Ma se continui a leggere capirai perché nel mio caso è stata una scelta vincente.

2. Ho scelto attentamente cosa volevo fare. Nello specifico mi sono concentrato sulle attività di consulenza e di formazione. Scrivo anche libri e da poco pubblico podcast (che trovi sul mio sito). Insomma, adesso faccio quello che mi piace davvero. Questo passaggio, dell’avere ben chiaro cosa voler fare, è fondamentale, tienilo a mente.

3. Ho rifatto il mio sito web e ho comunicato il mio nuovo me. Ho anche aperto una mia pagina su Facebook www.facebook.com/mazzualessandro nella quale condivido strumenti, consigli, curiosità, informazioni, etc.

4. Ho sposato la filosofia del cloud. Il mio iPhone, il mio iPad e i miei Mac condividono gli stessi file e, in qualunque posto io mi trovi, posso sempre lavorare avendo tutto il necessario con me. Per lavoro mi capita spesso di essere in giro per consulenze, corsi di formazione o eventi: ecco quindi come mi sono organizzato. Uso Asana per gestire l’avanzamento dei progetti con i reparti marketing delle aziende clienti, uso Fatture in Cloud per emettere fatture, QNap come sistema di archiviazione di rete NAS, Dropbox, Google Drive e iCloud per la condivisione di documenti e file e Skype per le videoconferenze con clienti, fornitori, partner, etc. Ho un hotspot con 30gb di traffico internet al mese sempre con me. In questo modo, quando voglio, posso trasformare ogni luogo nel mio ufficio.

5. Ho iniziato a lavorare su me stesso attraverso il sito web e i social comunicando nel “mio” modo. Anche questo punto, l’essere diverso dagli altri e mostrare di avere una propria personalità, è un aspetto fondamentale che alla lunga ripaga.

6. Ricevo molte più richieste di preventivo rispetto a prima ma, e qui viene la parte bella, adesso sono io a decidere con chi lavorare. Sorpreso? Se lo sei, forse non hai letto la pagina Contatti sul mio sito. Lavoro solo con aziende che hanno le idee chiare, che hanno in mente un business serio e, soprattutto un budget degno di questo nome. Sai la cosa più bella? Adesso sono felice!

Con questi step ho riorganizzato il mio lavoro. Questo significa che ora ho più tempo da dedicare alla mia famiglia e a me stesso.

Spero che l’averti comunicato la mia nuova organizzazione lavorativa possa averti dato qualche spunto di riflessione o magari ti abbia aiutato a prendere qualche decisione importante. Se vuoi condividere con me la tua giornata lavorativa, sarò felice di leggerti.

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