Parliamo di business. Chi è sicuro di farcela in ogni occasione, e non ha mai paura di sbagliare, può prendere e andarsene. Voglio dire, può anche smetterla di leggere questo post. Perché non è a te, non è a te che sto scrivendo.

Questo post voglio dedicarlo a me stesso – orgoglioso come pochi, ma pure umano come tutti – e a quei liberi professionisti, piccoli e medi imprenditori che ogni giorno, prima che col proposito di spaccare il culo al mondo (scusa il francesismo), si svegliano con la paura che sia il proprio quello a essere a repentaglio.

Perché oggi ho deciso di parlarti di quella morsa che prende sulla bocca dello stomaco e toglie il fiato? Quella paura pungente come il freddo mattutino invernale – hai presente entrambe le cose, lo so – che attanaglia i liberi professionisti? Ma sì, dai, quella sensazione che non si arriverà dove si vuole. Che non si raccoglieranno i frutti del proprio lavoro, del proprio sudore, del proprio mazzo (a proposito, ti prego: non fare giochi di parole col mio cognome!).

Ho deciso di parlarti della paura di non farcela perché mi sono imbattuto in un’emozionante lettura: la lettera che Richard Branson ha scritto al suo io 25enne.

Allora ho pensato che se tu, come me, ogni tanto hai paura di non farcela – una normale, naturale e persino sana paura di non farcela –, le parole che mi hanno fatto bene potrebbero far bene anche a te.

Vediamo se è così.

[…] La strada da percorrere è puntellata di
dossi, voragini e bivi. Ci saranno momenti in
cui vorrai mollare e buttare in aria tutto.

Non farlo.
Trasformando le sfide in opportunità,
raggiungerai quel successo a cui credevi non
saresti mai arrivato.

Ma non avrai sempre successo. Infatti, fallirai
una volta e un’altra ancora. Ma va bene,
perché il fallimento è una parte inevitabile del
viaggio personale e professionale. È
importante che ti tiri su, ritorni sui tuoi
passi, cerchi di capire quello che è
andato storto e impari dai tuoi errori.

E se tra i sapori che fanno parte della paura, riconosci pure quello della voglia di mollare, ti lascio con un’altra chicca: un bel video del buon Marco Montemagno.

 

Allora, come va? Un po’ meglio?

 

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