Che tu sia un consulente marketing, un freelance o che ti occupi di social all’interno di una web agency, devi immediatamente smettere di vendere la gestione della pagina Facebook se commetti gli errori che ti sto per elencare. Non scherzo, sono davvero serio. E anche un pelo (di barba) nervoso. Se commetti gli errori che sto per segnalarti, stai facendo davvero un danno a te stesso e al tuo cliente.

Ok, veniamo ora agli errori.

1) Analisi iniziale

Prima di proporre l’apertura di una pagina Facebook o la sua gestione devi per forza fare un’analisi del mercato in generale e dei competitor del tuo cliente nello specifico. Questo è un aspetto assolutamente indispensabile. Come amo dire spesso, se sbagli le premesse, anche il risultato sarà sbagliato. Per questo motivo devi valutare attentamente quanto emerge da questa analisi per poter strutturare una pianificazione attenta e precisa. Senza questi dati è inutile fare qualunque altra cosa. Senza queste informazioni, qualunque cosa racconterai al tuo cliente è solo una grande, immensa, assurda e inutile sciocchezza.

2) Strategia e tattica

I social da soli servono a poco se non inseriti all’interno di uno scenario più ampio. Parlo quindi di strategia. Ti prego, ci avrò scritto una vagonata di post in merito, non confondere più la parola strategia con la parola tattica. Dio mio, non è possibile che tu non conosca ancora la differenza! Te la ripeto ancora una volta ma ti giuro che questa è l’ultima. Poi se vuoi restare ignorante, problemi tuoi. La strategia è la pianificazione che tiene conto del quadro complessivo, da svolgere prima di qualunque tattica. Infatti nella strategia ci sono chiare indicazioni sulle tattiche da utilizzare. La tattica invece è un metodo utilizzato per conseguire gli obiettivi presenti nella strategia. Insomma, la strategia è il perché delle tue azioni, la tattica è il modo in cui porti a termine ogni singolo step. Spero che adesso sia più chiaro e che non dobbiamo più tornare sull’argomento.

3) Numero di post

Questo è davvero un argomento complicato che suscita tante discussioni anche animate. Perché? Perché, dal mio punto di vista, e non solo, parlare oggi di piano editoriale e di numero di post a settimana è anacronistico. Ora ti spiego anche il perché. Vendere al cliente la tua attività sui social basandola sul numero di post ti pone su un livello tale che il cliente potrà fare paragoni in termini di prezzo con chiunque: “quanto costa scrivere 3 post a settimana Facebook?” e sceglierà l’offerta economica giudicata migliore, quella che costa meno al kilo. Inoltre, è impossibile, se hai elaborato una strategia e quindi hai scelto una tattica, che tu faccia sempre lo stesso numero di post nel tempo. Ovviamente questo perché devi adattare il tuo operato in base ai feedback che ricevi dagli utenti. Sulla base dei feedback devi adattare anche il numero dei post, così come gli orari di pubblicazione e gli argomenti. Inoltre, se sei una persona che si aggiorna, sai bene che con i nuovi tagli alla portata organica, operati da Fecebook, si deve puntare tutto sulla qualità e non sulla quantità. Non è questa la sede più adatta per parlarne ma, se vuoi che la portata organica non sprofondi a livelli inimmaginabili, e ancora più giù, ascolta il mio consiglio e scrivi meno post.

4) Contenuto dei post

Questo punto è strettamente correlato col precedente. Vendere al cliente in fase contrattuale le rubriche è davvero una follia. Come puoi sapere prima di aver pubblicato un qualsiasi post che reazione il tuo pubblico avrà? E se la rubrica che tu hai inserito nel contratto col cliente non piace al tuo pubblico, che fai? Ti metti con le spalle al muro perché ormai l’hai venduta così e non puoi più cambiare. Non cambiare però ti porterà a un insuccesso. Insomma, non vorrei proprio essere nei tuoi panni, amico mio! La soluzione? Non obbligarti mai a scrivere per forza di un argomento. Spiega al cliente che tutto ciò che fai deve piacere al tuo pubblico. Digli che è impossibile preventivare tutto prima, a meno che tu non sia un mago e possa vedere il futuro. In quel caso hai ragione tu.

Inoltre smettila subito di programmare tutti quei post pubblicitari/promozionali. A chi vuoi che interessino? Ricordi che prima ti parlavo di qualità? Ecco, la qualità la fanno i contenuti utili, interessanti e che offrono valore al tuo pubblico. No, quelle stupide offerte che pubblichi ogni giorno non sono contenuti di valore. Magari nell’immediato fanno felice il tuo cliente ma, quando questi si accorgerà che non sta ottenendo nulla di concreto, ti riterrà responsabile del fallimento. E poi, credi realmente che qualcuno possa acquistare tutto ciò che pubblichi? Se non credi a quello che ti dico, prova a monitorare attraverso Analytics, settando obiettivi e conversioni, quante persone provenienti da specifici post arrivano sul sito e comprano o compiono determinate azioni. Ah, ovviamente fallo solo se non sei debole di cuore. Potresti scoprire una dura e impietosa verità.

5) Reportistica

Che tipo di reportistica consegni al cliente a fine mese? Ti limiti agli insight di Facebook? Male, molto male! Gli insight di Facebook, sono davvero molto limitati come dati e non ti permettono di avere una visione ampia del tuo operato. Inoltre, se il tuo cliente è un pò più smart, potresti trovarti a dover ascoltare questa frase: “gli insight, li vedo anche io dalla pagina, non hai altri dati da mostrarmi?”. Credimi è successo. E sai una cosa? Deve succedere! Non puoi presentarti a fine mese dal cliente con quattro screenshot della dashboard degli insight di Facebook. Devi utilizzare software seri e costosi (sì, hai capito bene. Devi investire soldi! Altrimenti potevamo fare tutti i Social-Media-Manager-Super-Senior come te…) in grado di darti molte più informazioni rispetto a quelle fornite da Facebook. Ma soprattutto questi software fanno una cosa fondamentale, ti offrono informazioni anche sui competitor del tuo cliente. Se non capisci perché questi dati sono così importanti, te lo spiego io. Se non sai le altre aziende che risultati stanno ottenendo, come fai a sapere se il tuo operato è corretto? Se guardi solo te stesso, avrai sempre e solo una visione miope che non ti porterà da nessuna parte.

Avrei potuto scrivere un trattato lungo mille mila pagine ma mi fermo qui. Sento che nella tua testolina sta frullando un pensiero: “ma chissenefrega, io continuo come ho sempre fatto”. Bravo, continua così. Quando avrai la sfortuna di incontrare un consulente bravo e preparato, questo suggerirà al tuo cliente di eliminare immediatamente dal libro paga la tua partita iva dimostrandogli, dati alla mano, che il tuo lavoro è scadente. È accaduto e accadrà. È solo questione di tempo.

Comprendi quindi quanto è complesso gestire una pagina Facebook per un’azienda cliente. Comprendi che per fare questo lavoro devi avere delle solide basi di marketing? Hai capito che per pochi spiccioli al mese, il gioco non vale la candela? Ecco, ora non hai più scuse. Metti in pratica quanto ti ho suggerito e vedrai che la tua vita professionale migliorerà.

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