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Su queste pagine ci siamo soffermati molte volte sulla costruzione di un personal branding efficace. E abbiamo visto che un marchio personale di successo non nasce per caso, non è semplicemente il frutto di un’intuizione felice, né di uno sforzo momentaneo del tempo. E ancora, abbiamo visto che un personal brand non si inventa. Sviluppare un brand personale significa partire dalle proprie autentiche caratteristiche, dai propri punti di forza e dalle proprie debolezze, per iniziare a costruire giorno dopo giorno un brand coerente, unico ed efficace.

Insomma, non si tratta di magia, né di illusione, quanto di un impegno quotidiano, seguendo una strategia di personal branding ben precisa. Ci sono però degli aiutini, degli accorgimenti, delle cose da fare che ci permettono di rendere ancora più efficace la normale gestione del proprio personal brand.

Alcuni sono efficaci immediatamente, altri lo sono pian piano, sul lungo termine. Alcuni di questi accorgimenti sono rubati di peso dal mondo del marketing più tradizionale, mentre altri sono creati ad hoc per le esigenze di personal branding. In tutti i casi, però, vale la pena di prenderli in considerazione. Buona lettura!

 

#1 Non chiuderti in una torre

Ecco il primo accorgimento che tutti dovrebbero tenere in considerazione per migliorare il proprio brand personale. Affinché possa essere percepito come vero, come autentico, un brand personale deve essere vivo, presente. Ecco quindi che è bene continuare non solo a comunicare con l’esterno, ma anche a discorrere, in un dialogo fatto di botta e di risposta, e non quindi con un flusso di comunicazione a senso unico. Rispondere ai commenti dei post del proprio blog, rispondere ai commenti sui propri social network, rendersi disponibili a scambi di opinioni durante gli eventi di settore… e mai isolarsi!

 

#2 L’utilità prima di tutto

Autentico, alla mano, unico e competente. Costruendo in modo saggio e lungimirante il tuo personal brand puoi essere visto in questo modo dall’esterno. Ma potrebbe non bastare. Anzi, diciamolo: non è sufficiente. Sì, perché devi essere anche utile. Diversamente, nessuno mai deciderà di pagare per i tuoi servizi. Ecco quindi che non devi mai dimenticare di mettere l’utilità della tua figura di professionista prima di qualsiasi altra cosa. E la tua utilità deve trasparire anche nelle attività collaterali, che devono sempre avere l’obiettivo principale di aiutare il tuo pubblico.

 

#3 Pensa alla psicologia dei colori

Giallo. Il colore del mio personal brand è giallo. Questo colore si trova sui miei libri, sul mio sito web, sui miei gadget personalizzati che distribuisco durante i corsi, sul mio orologio, sulle mie scarpe, sul mio trolley, sulle mie penne e via dicendo. Qualsiasi marchio deve avere un colore distintivo, che però non va scelto a caso. La scelta del colore giusto va fatta in base ai tuoi gusti personali (non potrai certo vivere per sempre circondato da oggetti di un colore che odi), alla tua personalità (se avessi scelto il colore rosa pastello come colore del mio brand avrei creato un po’ di confusione, non trovi?), al proprio campo di competenza e al messaggio che si vuole lanciare. O meglio, alle sensazioni che i singoli colori, già di per sé, riescono a trasmettere. Il giallo è per esempio associato con l’ottimismo, con l’intelletto e con l’energia, il rosso con la passione e con l’impulsività, il verde con la tranquillità, il blu con la sicurezza e via dicendo.

 

#4 Usa i testimonials

In certi momenti avvalersi di testimonials può essere estremamente efficace. In alcuni casi, infatti, i punti di forza del tuo brand potrebbero stentare a essere visibili al grande pubblico. Ti serve allora qualcuno che li sottolinei, e che li renda espliciti. Puoi farlo tu, in modo più o meno indiretto, sul tuo sito web e sui tuoi profili social. Ma puoi anche fare in modo che sia qualcun altro a farlo, meglio ancora se qualcuno all’interno del tuo pubblico, del tuo target, ovvero una persona simile se non uguale al tuo cliente tipo. Ecco quindi che il testimonial perfetto è il cliente soddisfatto: un commento da parte sua su LinkedIn, sul tuo sito web, sotto una foto fatta insieme su Facebook, potrebbe valere più di qualsiasi altro sforzo per rendere più forte il tuo brand.

 

#5 Offri dei gadget personalizzati

Potresti pensare che questo trucco arrivi dritto dritto dagli anni Novanta, e che persino debba tornare al più presto nell’altro Millennio. Ma non è così, te l’assicuro: i gadget personalizzati, quelli giusti, funzionano ancora molto bene. Anzi, funzionano meglio di prima, perché sono inaspettati. Io stesso, in particolar modo durante i miei corsi, distribuisco a tutti una piccola gamma di gadget personalizzati. Gialli, ovviamente, e con il mio logo. Una penna, un notebook, un adesivo, una shoopper, una borraccia, una pallina antistress, qualsiasi cosa che possa ricordare al tuo cliente o potenziale tale chi sei.

 

#6 Vai oltre la superficie

Gli anglosassoni direbbero “get personal”, suggerendo quindi di condividere qualcosa in più oltre a dei meri consigli professionali. Non è errato: stiamo pur sempre parlando di un brand personale, dietro al quale c’è una sola persona, una faccia, non un’intera impresa. Ecco quindi che, per avvicinarsi di più al proprio pubblico, sarebbe necessario creare delle connessioni vere, più personali. Occhio, non ti sto affatto dicendo che devi condividere dei particolari riguardanti la tua vita privata o la tua famiglia. Dico però che devi mostrare che dietro al brand c’è una persona vera, con le sue passioni e le sue umanità. Scegli tu cosa condividere: i tuoi hobby, le tue idiosincrasie, il film che hai visto ieri sera, il film che non hai visto ieri sera e via dicendo.

 

#7 Mostrati felice

Il sorriso dovrebbe essere sempre presente. Non dico certo che devi essere un modello per il settore odontoiatrico e che devi sempre mantenere un sorriso splendente. No. Dico però che devi far capire al tuo pubblico che sei felice di fare quello che fai, che il tuo mestiere ti rende felice. La tendenza di alcuni è infatti quella di farsi mostrare oberati e schiacciati dal lavoro, o magari di esternare solo quello che non funziona o che ci infastidisce (i clienti insistenti, i fornitori incapaci, i collaboratori saccenti). E questo non è però un bene per il tuo personal brand: il pubblico deve sapere che sarai felice di accogliere nuovi clienti e che lavori – e lavorerai – con serenità. Perché il sorriso scompare solo quando ci sono problemi, e nessuno è disposto di buon grado ad affidarsi a un professionista che ha l’aria di avere dei problemi!

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