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Se hai deciso di leggere questo post con cognizione di causa, posso iniziare facendoti i miei complimenti. Ti faccio i miei complimenti perché, se hai scelto razionalmente di aprire questo post, probabilmente hai anche deciso in passato di lavorare al tuo personal branding. Hai dunque individuato i tuoi punti di forza e i tuoi punti deboli, hai ritagliato un focus abbastanza preciso, hai lanciato un sito web e dei profili sui social coerenti ed efficaci, hai messo a punto un tono di voce personale, e via dicendo.

Ma non è tutto qui. Ti faccio i miei complimenti perché, decidendo di cliccare su questo post, hai di fatto implicitamente ammesso e interiorizzato che lo sviluppo del tuo brand non è terminato, non è completo. E questo è senz’altro giusto, perché non si finisce mai di lavorare ad un personal brand. Da una parte, perché c’è sempre qualcosa da migliorare, da aggiornare; dall’altra, perché l’attività di personal branding è per sua stessa natura continua, e deve evolversi settimana dopo settimana, giorno dopo giorno.

Quindi sì, complimenti, perché hai capito cosa è il personal branding e cosa può fare per la tua figura professionale. Dopo averti lusingato un po’, dopo aver indorato la pillola, voglio però passare al concreto, indicando quello che devi ancora fare per dare un’ulteriore spinta al tuo brand personale. Occhio, forse hai già intrapreso alcune delle attività che andrò ad elencare, forse le hai già iniziate: in tal caso, buon per te, e complimenti doppi. Ma ci saranno sicuramente almeno due o tre attività sulle quali devi lavorare ancora un po’!

 

Lavora sulla tua autorevolezza

Lavorare al proprio personal branding significa anche lavorare sulla propria autorevolezza. Non è facile come si potrebbe pensare, ma è assolutamente necessario. Il problema è che in molti confondono autorità e autorevolezza, termini simili, ma non uguali. L’autorità deriva dal potere, dal grado che si possiede all’intero di una certa organizzazione, da una gerarchia predefinita: l’autorità è insomma qualcosa che viene imposto da qualcun altro, in un modo o nell’altro. L’autorevolezza, diversamente, è un riconoscimento che viene dal gruppo. Si è individuati come una persona autorevole quando il gruppo decide di riconoscere stima, fiducia e sì, anche una sorta di potere a una persona, la quale si distingue per la sua capacità di influenzare le azioni altrui (e c’è ovviamente una bella differenza tra l’indirizzare in maniera autoritaria le persone e ispirarle in modo autorevole!).

Quindi sì, per dare una spinta alla tua attività di personal branding ti consiglio prima di tutto di lavorare sulla tua autorevolezza, impegnandoti a diventare LA o IL professionista di riferimento nel tuo campo o nella tua nicchia.

 

Solo contenuti di alta qualità

Per il tuo sito, per il tuo blog, per i tuoi profili social, per il tuo podcast, devi creare solamente contenuti di alta qualità, sotto ogni punto di vista. Che cosa significa? Semplice, significa che i testi che scriverai per il tuo sito web e per il tuo blog devono essere interessanti, utili e originali, per poter dare del valore al tuo pubblico di riferimento; ma significa anche che dovranno essere ottimizzati dal punto di vista SEO, per fare in modo che, per le parole chiave che avrai cura di scegliere, il tuo sito e il tuo blog compaiano tra le prime posizioni sulla pagina dei risultati di ricerca di Google – e questo ti aiuterà a diventare il professionista di riferimento per la tua nicchia!

Non è tutto qui. Quando parlo di contenuti di qualità parlo di podcast registrati in modo professionale, piacevoli da ascoltare, di fotografie e immagini di alta qualità da postare sui social, e via dicendo.

 

Abbraccia una causa

C’è sicuramente una causa esterna al tuo settore che ti interessa e per la quale desideri impegnarti. Può essere qualcosa che ha a che fare almeno un po’ con la tua professione e con il tuo servizio di consulenza, o può essere qualcosa di completamente slegato e lontano. In ogni caso, per fare del bene e per migliorare di riflesso la tua strategia di personal branding, ti consiglio di lavorare su questo aspetto. Ci sono produttori di abbigliamento che hanno deciso di regalare ai bisognosi un capo ogni 10 capi venduti, ci sono professionisti che dedicano ogni settimana almeno un’ora del proprio tempo per fare divulgazione sul tema della sostenibilità, e via dicendo.

Lavorare al proprio personal brand significa mostrare il proprio volto e la propria personalità. Comunicare in modo chiaro al tuo pubblico quali sono i tuoi valori è assolutamente coerente, e lo è ancora di più mostrare in modo esplicito quali sono le cause – al di là dei tuoi obiettivi personali – per le quali hai deciso di batterti. Il mio consiglio? Evita le cause troppo controverse!

 

Costruisci una comunità online

Il bello di costruire la propria immagine anche online è quello di lavorare in un mondo in cui il pubblico di riferimento è a portata di mano. Non si sta scrivendo un libro che verrà comprato chissà dove da lettori di cui non si saprà mai nulla. Parliamo di utenti che possono chattare con te sul tuo sito, di altri utenti che ti scriveranno e-mail per avere informazioni su un servizio, o di utenti che commenteranno e condivideranno i tuoi contenuti sui social network.

Il mio consiglio è quello di usare tutti questi contatti, di favorire gli scambi di opinione, di incoraggiare l’avvio di discorsi costruttivi, in modo da costruire una comunità online, un network al quale indirizzare in modo specifico buona parte della tua comunicazione. Sicuramente questa comunità online ti aiuterà molto a costruire contenuti sempre più utili e originali, e ti aiuterà inoltre a capire ancora meglio i tuoi potenziali clienti!

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