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Ci sono grandi marchi che devono buona parte della loro fortuna proprio allo storytelling che è stato astutamente fatto attorno al loro fondatore. Pensa a quella che è stata la potenza dello storytelling di Steve Jobs per il marchio Apple, e come i tanti episodi della sua vita abbiano contribuito a costruire un’aura formidabile intorno ai prodotti di questa fortunatissima azienda. Ma pensa anche a come il brand Coco Chanel sia riuscito a diventare un’istituzione a partire dagli anni Venti del secolo scorso proprio grazie alla narrazione del percorso e del riscatto della sua fondatrice. E se questo può funzionare per i brand, ovviamente, può funzionare doppiamente per il personal branding.

Ma cosa è lo storytelling? Potrei dire, che, in estrema sintesi, è una storia. Nel caso del tuo personal brand, la tua storia, il tuo percorso. Possiamo guardare allo storytelling come alla più ovvia, naturale e antica tra le forme di comunicazione: fare storytelling vuol dire raccontare una storia, trasferendo conoscenza attraverso una narrazione coerente, con un inizio abbastanza preciso e uno svolgimento. Anziché presentare delle informazioni in modo freddo, con lo storytelling è possibile costruire una narrazione interessante, avvincente, che può colpire e persuadere chi la ascolta. Non è un caso se nel mondo del marketing lo storytelling è uno strumento di enorme potere per promuovere prodotti, servizi e brand.

Non devi stupirti: l’essere umano è naturalmente portato a raccontare e ad ascoltare storie, e a essere incuriosito dalle narrazioni altrui. Ecco perché dovresti pensare allo storytelling per il tuo personal branding: per creare interesse. Ma non solo!

Con lo storytelling è possibile far passare e digerire delle informazioni in modo assolutamente veloce ed efficace, senza dover “vendere” queste informazioni: raccontare è infatti molto meglio che informare. Torniamo velocemente su Apple e su Steve Jobs. Pensiamo a quell’episodio abbastanza famoso, relativo alla presentazione a Steve Jobs del primo prototipo dell’iPod. Il fondatore di Apple controllò il dispositivo, lo soppesò, e non ne fu per nulla convinto: era anzi persuaso che quel dispositivo fosse troppo grande. I tecnici spiegarono però che era impossibile presentare quelle stesse funzioni e, allo stesso tempo, ridurre le dimensioni del dispositivo. In tutta risposta, Steve Jobs prese il prototipo in mano, fece due passi fino all’acquario e lasciò cadere al suo interno il dispositivo. L’iPod andò sul fondo, producendo tante bollicine. Steve Jobs le indicò dicendo “Quelle sono bolle d’aria. Questo significa che c’è spazio lì dentro. Fatelo più piccolo”.

Ecco, si tratta di una narrazione breve, semplice, sicuramente intrigante, che ci dice molto sul modo in cui Steve Jobs affrontava il business come la vita. Ma ci dice anche tanto, tantissimo su quello che era e che voleva essere Apple, e su quello che sono stati i suoi prodotti: innovativi, minimalisti, avanguardisti a costo di correre dei rischi. Nessuna pubblicità, nessuno slogan potrebbe far capire al consumatore queste caratteristiche in modo altrettanto efficace.

Raccontare, dunque, è molto efficace. E per il personal brand, che mette al centro il nostro io, la nostra figura, è di fondamentale importanza saper raccontare sé stessi, attraverso uno storytelling ben studiato. Ma cosa significa lavorare ad uno storytelling per il proprio brand personale? Significa spiegare come e perché si è arrivati a questo punto, presentare la Storia, quella con la S maiuscola, che è la dorsale e la radice di tante altre storie, già iniziate, e di tante altre narrazioni che devono ancora avere inizio. Creare il proprio storytelling vuol dire guardarsi come si guarderebbe un personaggio – ma con il lusso di sapere tutto – e raccontare come questo personaggio, da una situazione iniziale di equilibrio, ha intrapreso un percorso abbastanza preciso, attraversando uno o più momenti di rottura. Gli ostacoli, le motivazioni, le scelte, i passi falsi, le scoperte: sono questi gli elementi chiave di uno storytelling completo e avvincente.

Narrare il proprio vissuto, per un consulente, per un imprenditore, per un freelance e via dicendo, significa narrare anche la storia della propria professionalità, fornendo al proprio pubblico gli elementi chiave in base ai quali creare il necessario rapporto di fiducia. Ma attenzione: pensare al proprio storytelling non è utile solamente verso l’esterno.

Nossignore. Nel momento in cui si lavora al proprio storytelling, infatti, si effettua di fatto una sorta di esame di coscienza, si pensa al proprio percorso, alle tappe che si sono incontrate, alle scelte fatte. Chi si impegna nel proprio storytelling di fatto ne esce arricchito, riscontrando una maggiore consapevolezza del proprio passato, del proprio presente, della propria figura e del proprio futuro probabile. Sì, perché la narrazione mostra a tutti la presenza di un percorso di un tracciato abbastanza chiaro che si è seguito dall’inizio alla fine, qualcosa che da qui, da lontano, risulta ben distinguibile.

E poi, cosa te ne farai del tuo storytelling? Sì, ovviamente questa operazione ha anche un fine pratico, anzi, soprattutto un fine pratico. Questa processo ti porterà ad avere dei contenuti molto preziosi da utilizzare sui più differenti canali, per costruire un personal brand forte, memorabile, unico e coerente. Penso alle applicazioni più immediate, come alla pagina Chi Sono del tuo sito web, come al tuo riepilogo su Linkedin, o alla tua bio nei vari guest post che vorrai fare qui o lì, alla presentazione del tuo libro.

Penso anche e soprattutto a tutte quelle piccole parti di narrazione che farai sui social network, nelle tue newsletter, aggiungendo un piccolo pezzo alla tua storia, così da fidelizzare e da coinvolgere il tuo pubblico, che potrà imparare a conoscerti sempre di più, con la certezza di seguire sempre il medesimo percorso, capace – quasi – da solo di creare una community intorno a sè.

Utilizzare lo storytelling per il tuo personal branding ti dà quindi l’opportunità di aumentare la tua consapevolezza, per avere una nuova spinta verso il tuo futuro imprenditoriale. Ma è e si tratta soprattutto di uno strumento prezioso per la costruzione e per la la presentazione del tuo brand verso l’esterno, per dare valore ai tuoi punti di forza, per creare engagement, per sottolineare la tua unicità, per mostrare il tuo lato umano e autentico.

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