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Abbiamo parlato più volte della creazione e della gestione efficace nel tempo di un personal branding. Abbiamo visto quali sono gli step da seguire per mettere a punto la propria strategia di personal branding, studiando una per una le attività necessarie per definire la natura del proprio brand, così da creare qualcosa di autentico, di unico, di riconoscibile e di interessante, così da permettere di riflesso una crescita costante del proprio business

Non si deve però pensare che il passo più difficile, in una strategia di personal branding, sia costituito dall’ideazione, o dal successivo lancio. Credimi: in molti casi la sfida vera arriva successivamente, nel mantenimento e nello sviluppo del personal brand. Questo perché una strategia di personal branding non dovrebbe conoscere né vuoti, né incoerenze.

Un brand, per avere credibilità, seguito e fiducia non può infatti ammutolirsi da un giorno all’altro. Questo significa che la pubblicazione di contenuti deve essere abbastanza costante e regolare nel tempo. Ci vuole costanza, ovvero quell’elemento la cui mancanza manda a monte diete, abbonamenti in palestra e tante altre attività mitologiche dei nostri tempi.

Tenendo conto della costanza necessaria, sta a te scegliere, in base alle tue esigenze, ogni quanto postare qualcosa di nuovo, e su quali canali. Potresti scegliere o aver già scelto per esempio di pubblicare circa 3 post alla settimana su Facebook, un post alla settimana su LinkedIn, 2 nuovi contenuti al mese sul tuo blog, e magari un nuovo episodio settimanale sul tuo podcast.

Nella definizione del tuo calendario editoriale è bene non farsi prendere dall’entusiasmo: con il tempo le energie, gli argomenti, il tempo e l’entusiasmo stesso possono infatti venire meno, rendendo più difficile mantenere il ritmo! Il problema non è da poco, poiché ha strettamente a che fare con le abitudini del nostro pubblico. E si sa, l’uomo moderno è tremendamente abitudinario, oltre che implicitamente pretenzioso. Se infatti chi segue il tuo brand è abituato a leggere settimanalmente un tuo nuovo blog post e ad ascoltare ogni due settimane un tuo nuovo podcast, non potrà che rimanere deluso o spiazzato nel momento in cui questa regolarità sarà interrotta.

La coerenza non è richiesta peraltro solamente a livello cronologico: anche a livello tematico una strategia di personal branding deve seguire un percorso abbastanza preciso, senza grandi scostamenti. Temi, focus e stili devono quindi rimanere coerenti nel tempo.

Ed è qui che arriva la parte più difficile: riuscire a garantire al proprio pubblico, a cadenza regolare, dei contenuti che siano coerenti, interessanti, e utili per lo sviluppo del tuo brand – e quindi del tuo business.

Per facilitare questo compito è opportuno scegliere fin da subito quale tipologia di contenuti definiranno il tuo personal brand. Cosa dovrai pubblicare nel concreto? Quale sarà la natura dei tuoi contenuti? E qui, bada bene, non penso solo ai temi veri e propri, né ai formati, quanto invece alla provenienza dei contenuti.

Da questo punto di vista possiamo infatti dire che esistono tre differenti vie da seguire per costruire il proprio personal brand.

Il Creatore

Il primo è quello più adatto al ruolo di un consulente che vuole sottolineare le proprie abilità e le proprie competenze: parliamo del creatore di contenuti, ovvero di quel brand personale che segue una strategia editoriale orientata alla creazione regolare e continua di contenuti originali. E qui ovviamente parliamo di testi per il proprio blog, di registrazioni per il proprio podcast, di video, di infografiche e via dicendo.L’intera strategia di personal branding poggia in questo caso sulle proprie idee, sulla propria capacità di comunicarle in modo efficace: come si può intuire, questa può essere la via più remunerativa a livello di credibilità e di seguito, ma può essere anche la più difficoltosa, richiedendo uno sforzo intellettuale piuttosto importante.

Il Curatore

Si può però percorrere anche un’altra strada. È possibile per esempio creare e sviluppare un personal brand non tanto creando ex novo dei contenuti, quanto invece condividendo contenuti altrui in base alle esigenze del proprio pubblico. Il brand, in questo senso, non è più quello di un creatore, quanto invece quello di un “curatore di contenuti”. Si tratta di una via più facile da percorrere, in quanto condividere informazioni, risorse e tool è certamente più semplice, più rapido e meno impegnativo rispetto alla creazione di contenuti sempre nuovi e sempre originali.

Ma c’è da dire che l’attività di selezione di contenuti, per essere efficace, deve essere molto attenta, per sottolineare poi il fatto che sarà più difficile fidelizzare il pubblico senza la creazione di contenuti ex novo, non riconducibili ad altri professionisti.

Il Connettore

C’è infine una terza strada, la quale non viene quasi mai presa in considerazione a livello formale. Dopo il creatore e il curatore c’è il “connettore”, ovvero il brand personale che si concentra non sulla creazione o sulla condivisione di contenuti, quanto invece sulla creazione di relazioni vere, concrete e autentiche con i singoli utenti. Ecco allora che l’attenzione non sarà più indirizzata sui contenuti, quanto invece sugli scambi con il pubblico, attraverso chat, sezioni commenti e e-mail, per costruire poche ma solidissime relazioni con le persone interessate ai servizi offerti.

Indubbiamente persone e professionisti differenti sono orientate maggiormente verso uno o l’altro di questi profili per lo sviluppo del proprio brand personale, in base alle proprie attitudini. Nel campo del personal branding per consulenti, indubbiamente, la via da seguire è quella della creazione di contenuti originali, essendo il migliore dei modi per dimostrare al proprio pubblico la proprie capacità, così da essere riconosciuti come l’esperto di riferimento nella nicchia prescelta.

Ma attenzione: per diversificare, per dare un po’ di respiro alla propria settimana, per rendere più solide le relazioni con i singoli utenti, è bene prevedere nella propria strategia di personal branding anche elementi propri degli altri due profili, impegnandosi di tanto in tanto per condividere contenuti altrui o potenziali risorse utili, e presentandosi come connettore tra le esigenze del pubblico e l’esperto (terzo) che potrebbe soddisfarle.

Il fatto di sapere che è possibile fare personal branding anche con contenuti diversi da quelli creati ex novo e appositamente può aiutare tantissimo per rendere meno faticoso e più vario il mantenimento del proprio brand nel tempo. Ci sono fin troppi progetti di personal branding che, proprio per non avere pensato senza paletti alle tipologie di contenuti e di attività da inserire nel proprio calendario editoriale sul lungo termine, sono finiti prematuramente, e con risultati assolutamente modesti o del tutto insufficienti!

E tu, sei più un creatore, un curatore o un connettore?

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