Web Marketing Podcast di Alessandro Mazzù: ascolta & scarica

Quante volte abbiamo parlato di personal branding su queste pagine? Parecchie. Abbiamo visto come pianificare il tuo personal brand, quali errori devi evitare, gli elementi che devi esaltare, i limiti dell’overbranding e via dicendo. Insomma, chi in questi anni è stato un lettore fedele di queste pagine sa certamente come costruire un personal brand in modo coerente e strategico.

Ma è davvero sufficiente? Basta davvero costruire un personal brand efficace? In realtà, no. Alexander Fleming non si limitò a studiare una copertura di muffa sulla propria coltura di batteri annotando sul proprio diario quanto appreso. No, spiegò al mondo intero di aver scoperto la penicillina, e come questa poteva essere un preziosissimo antibiotico. Allo stesso modo, Thomas Edison non si limitò a mettere a punto la lampadina a incandescenza, il fonografo, il dittafono e via dicendo. No, presentò una dopo l’altra tutte le sue invenzioni, sottolineandone i punti forti. Guglielmo Marconi, Dante Alighieri, Henry Ford, Max Pezzali, Alan Turing, Galileo Galilei, Aldo, Giovanni e Giacomo: questa lunga schiera di grandi pensatori ci serve per capire che non basta avere delle ottime idee, non è sufficiente avere le giuste intuizioni. Bisogna anche essere in grado di comunicarle all’esterno in modo efficace!

Lo stesso vale per il tuo brand personale: sei in grado di comunicarlo al meglio verso il mondo esterno? Tu, che hai individuato i tuoi punti di forza, il tuo focus, i tuoi tratti salienti, sei capace di presentare tutto questo al tuo pubblico, affinché possa conoscerti e sceglierti in mezzo a tutti gli altri concorrenti?

Devi sapere che è impossibile conoscere a priori quali saranno le occasioni effettive in cui potrai, o meglio, dovrai, presentare il tuo personal brand. Certo, sai che lo dovrai fare sul tuo sito web e sai che dovrai farlo di fronte a un nuovo potenziale cliente. Ma potrebbe accadere anche in momenti inaspettati: potresti incontrare un potenziale partner commerciale in treno, un potenziale datore di lavoro al ristorante, un potenziale finanziatore… in ascensore. Ed è proprio per questo, per essere sempre pronti a presentare il proprio brand personale, in qualsiasi occasione, anche in pochissimo tempo, che da anni si parla tantissimo dell‘elevator pitch, che significa per l’appunto “discorso in ascensore”.

L’elevator pitch è uno strumento messo a punto e via via levigato nel mondo delle startup: si tratta di un brevissimo discorso, della durata di 30 o di 60 secondi (anche se in certi casi si riesce persino a scivolare fino ai 120 secondi), da avere sempre “a portata di mano”, per poter dare il meglio di sé in qualunque situazione, senza dover improvvisare di sana pianta una presentazione su due piedi. E si tratta ovviamente di uno strumento formidabile per promuovere in modo efficace il proprio personal brand: il nocciolo dell’elevator pitch è infatti quello di sintetizzare in pochissimo tempo tutte le qualità del proprio brand, in modo da persuadere l’interlocutore della validità del proprio marchio in un lampo. Giusto il tempo di una corsa in ascensore!

Durante l’incontro improvviso o pianificato con un potenziale cliente o con un finanziatore, sul tuo sito web, nel riepilogo di LinkedIn, ma anche durante un colloquio di selezione per un nuovo lavoro, in una lettera di presentazione, durante un’intervista televisiva o radiofonica: l’elevator pitch può trovare spazio in tantissime situazioni differenti, e proprio per questo motivo tutti dovrebbero averne uno pronto all’uso. Consulenti, manager, persone in cerca di una nuova occupazione, imprenditori, venditori, attori in cerca d’autore, nessuno escluso.

Ma come si confeziona un elevator pitch efficace per il proprio personal branding? Al suo interno devono essere presenti tutti gli elementi “wow” del tuo brand, tutto ciò che rende il tuo marchio praticamente irresistibile. Il tuo elevator pitch, quindi, deve spiegare in modo chiaro e diretto – ma non arrogante, sia chiaro – perché tu sei unico, quali sono i tuoi obiettivi e perché il tuo interlocutore dovrebbe diventare un tuo cliente, o finanziatore, o partner, o datore di lavoro, in base a quelli che sono i tuoi obiettivi.

Ecco i fattori che devi tenere in considerazione nel pianificare il tuo elevator pitch affinché possa essere effettivamente utile per il tuo personal brand:

 

  • Nessuna ripetizione, nessuna ambiguità, niente di superfluo: il tuo elevator pitch deve essere breve, e non dare quindi spazio a nulla che non sia indispensabile;

 

  • Ricordati che non parli del tuo sogno, ma del tuo brand, della tua professione, delle tue capacità: limita quindi al minimo l’astrazione e la poesia;

 

  • Devi essere concreto: il tuo modello di partenza, per dire, deve essere qualcosa del tipo: “sono x e faccio y e z”. Chiaro?

 

  • Dedica un’attenzione particolare ai primi 10 secondi. La prima impressione è fondamentale, e allo stesso modo lo sono anche le prime parole del tuo elevator pitch. Sbaglia qualcosa in questa primissima parte, e difficilmente riuscirai a recuperare terreno;

 

  • Evita i cliché;

 

  • Non gonfiarti troppo. Tutti gli elevator pitch sono tesi a presentare il meglio di sé, ma questo non significa che ci si debba gonfiare come un pesce palla: il rischio è quello di perdere ogni possibilità di attirare la fiducia delle persone;

 

  • Non esagerare con le informazioni, non è un curriculum vitae. Nel tuo elevator pitch non puoi parlare della tua laurea triennale, della laurea specialistica, del master, della tua esperienza professionale, del tuo cliente più importante e via dicendo: seleziona degli elementi forti, e rinuncia agli altri!

 

  • Devi rendere il tuo elevator pitch interessante, in quanto nessuno dei tuoi interlocutori sarà effettivamente obbligato ad ascoltarlo attentamente fino in fondo. I contenuti, la forma, le parole, i tempi, la struttura: tutto deve essere pensato in modo da mantenere alto il livello di attenzione;

 

  • Non essere noioso. Un elevator pitch potrebbe anche essere vivacizzato con un po’ di humor, e in ogni modo deve rappresentare la tua personalità, e quindi essere mosso da una certa vivacità, per non dare la sensazione di trovarsi di fronte a un professionista un po’ troppo smorto;

 

  • Il tuo elevator pitch deve essere assolutamente originale: nessuno dei tuoi concorrenti dovrebbe poter avere un elevator pitch simile al tuo, per il semplice fatto che nessun altro brand deve essere confondibile con il tuo marchio personale;

 

  • Non basta creare un buon elevator pitch (pt.1). Bisogna anche saperlo usare nel modo giusto, ed è quindi necessario fare pratica, presentandolo magari ai propri colleghi, amici o parenti;

 

  • Non basta creare un buon elevator pitch (pt.2). Bisogna aggiornarlo nel tempo, perché se il tuo brand personale resta sempre il medesimo, cambiano invece le esigenze dei tuoi clienti, i tuoi obiettivi, le tue competenze e via dicendo;

 

  • Non imparare a memoria il tuo discorso. Devi prepararti, questo sì, ma non devi dare la sensazione spiacevole di ripetere una filastrocca;

 

  • Lascia del margine per un po’ di improvvisazione e di personalizzazione. La struttura del tuo elevator pitch deve essere piuttosto rigida, ma deve esserci anche un minimo di spazio per adattare il discorso in base all’interlocutore e al contesto. Non tutti i tipi di potenziali clienti/investitori/datori di lavoro sono uguali!

 

Se hai letto tutti i miei consigli su come costruire il tuo personal brand, possiedi di fatto tutti gli elementi necessari per strutturare il tuo elevator pitch. Buon lavoro!

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