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“To Be A Unicorn In a Field Of Horses”. Ovvero, letteralmente, “essere un unicorno in un campo di cavalli”. Hai ancora visto o sentito questa frase? Forse l’hai vista stampata su qualche maglietta, forse l’ha sentita in qualche serie tv americana. Ma che diavolo significa?

Dipende dai punti di vista, da chi la dice e da chi la ascolta. Potrebbe voler dire per esempio “sentirsi fuori dal gruppo”. Non so te, ma io sono convinto che possa effettivamente essere strano il fatto di ritrovarsi ad avere un corno in fronte in mezzo a individui che di corni non ne presentano affatto.

Ma non parliamo di rinoceronti, parliamo di unicorni, e quindi di creature leggendarie dotate di poteri magici, simboli universali di saggezza: i bestiari medievali ci presentano praticamente sempre degli unicorni, e non a caso lo troviamo orgogliosamente ritratto negli stemmi degli Estensi, dei Borromeo e via dicendo. Insomma, dare dell’unicorno a qualcuno non sembra affatto essere un’offesa.

Ecco allora che “essere un unicorno” è per lo più una cosa positiva, anche – e soprattutto – quando si è circondati da cavalli. Ti dirò di più: “essere un unicorno in un campo di cavalli” può essere visto come l’obiettivo sintetico di chiunque stia lavorando – o voglia lavorare – al proprio personal brand.

Proprio così: avere una strategia di personal branding significa impegnarsi, su diversi fronti, per emergere in mezzo ai propri competitor, in modo da diventare un punto di riferimento ben visibile e conosciuto. Perché sì, un unicorno si fa decisamente notare in mezzo a dei cavalli, già ad una prima occhiata.

Per chi sta riorganizzando la propria strategia in vista dell’imminente 2022, dunque, questo potrebbe essere un bell’obiettivo da tenere ben presente. Certo, è un po’ sdolcinato, soprattutto se si pensa all’unicorno “moderno”, quello che viene disegnato con tanto di coda dei colori dell’arcobaleno. Ma il concetto in sé e per sé è efficace.

Essere un unicorno non è impossibile. É necessario capire qual è il proprio valore, o meglio, l’offerta di valore che solo tu puoi comunicare al tuo pubblico di riferimento, all’interno del tuo settore o della tua nicchia. Quale problema puoi risolvere unicamente tu, quali sono le competenze che solo tu puoi vantare, o quali sono le situazioni in cui tu puoi fare meglio di chiunque altro? Una capacità, un mix di esperienze, uno strumento, qualsiasi cosa può essere il “corno” che ti permetterà di differenziarti dagli altri.

Certo, per individuare questo valore unico e praticamente inimitabile devi prima analizzare la tua audience, per avere la certezza che la tua proposta di valore unico possa effettivamente trovare l’interesse del pubblico: altrimenti sarai sì un unicorno, ma senza clienti.

Dovrai trovare cosa ti distingue, accertarti che sia una cosa che il tuo pubblico vuole e per la quale sia disposto a scegliere te. Poi devi dare visibilità a quell’elemento, utilizzando tutti i tuoi canali a disposizione: i social, il tuo blog, il tuo sito web, il tuo podcast, il tuo nuovo libro, le tue interviste, i tuoi interventi alle conferenze, i tuoi discorsi con i clienti o potenziali tali, e via dicendo. Così facendo potrai avere la certezza di essere conosciuto principalmente per quella cosa, per quella particolare cosa che ti rende unico e preferibile (perlomeno dal punto di vista della tua audience).

Ecco il mio consiglio in vista del 2022: sii un unicorno, anche se, come me, appari piuttosto come un orco barbuto.

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