Ci sono aziende che odiano con tutto il cuore il consulente marketing. Proprio così: ho sentito parlare di imprenditori che odiano i consulenti di marketing e la consulenza strategica marketing, le tasse e le domeniche di pioggia, esattamente in questo micidiale ordine. Da dove nasce tutto questo odio? È forse immotivato? C’è forse una qualche propaganda anti-consulenti che getta fango su questa categoria?

Nossignore. Ci sono molte aziende che hanno in odio i consulenti di marketing perché hanno avuto delle esperienze orribili in passato, con dei professionisti – o supposti tali – che si sono venduti come consulenti senza però avere le competenze, gli strumenti, l’esperienza e l’approccio sufficienti per poter essere d’aiuto ai propri clienti.

E tu, che tipo di consulente sei?

Ci sono dei consulenti di marketing bravi, in gamba, che possono davvero portare del valore alle aziende clienti. Riconoscerli non è difficilissimo: è facile vederli in giro per l’Italia, vestiti di giallo e con una lunga barba brizzolata, mentre si muovono veloci tra un seminario, una consulenza e qualche lezione.

Purtroppo non sono tutti così. Ci sono anche molti consulenti di marketing che, invece di portare dei reali vantaggi ai propri clienti, si rivelano essere solo un costo, o meglio, uno spreco di soldi. Il problema è che questi professionisti non se ne rendono conto in tempi brevi, no, e così continuano a passare da un cliente all’altro, destreggiandosi alla bell’e meglio, lasciando dietro di sé dei veri e propri disastri, per poi, prima o dopo, darsi all’ippica. E spesso non c’è nessun altro professionista – preparato, esperto, competente, con o senza barba – che possa concretamente rimettere insieme i suoi cocci, per il semplice fatto che, da quella brutta esperienza in poi, le aziende da lui toccate non sono più disposte a rischiare una consulenza, e decidono così di arrangiarsi, anche loro, alla bell’e meglio.

Insomma, vuoi sapere perché ho iniziato a scrivere questo post rivolto ai consulenti di marketing?

Semplice: perché non voglio che nessun’altra azienda venga bistrattata e abbandonata per strada da consulenti incapaci, andando a creare degli orribili stereotipi ai quali devono poi porre rimedio, con molti sforzi, gli altri professionisti del mondo delle consulenze. Ancora prima di essere una piccola guida per consulenti di marketing, dunque, questo articolo vuole essere un piccolo messaggio di sensibilizzazione – un po’ come quelli estivi contro l’abbandono dei cani in autostrada – rivolto a tutti quei consulenti che, non ancora pronti per fare il proprio lavoro in modo decente, finiscono per danneggiare i propri clienti, sé stessi e pure i propri colleghi.

Non dico che tu rientri in questa categoria. No, ma magari qualche piccola pecca ce l’hai pure tu. Forse anche tu hai avuto qualche esperienza negativa con alcuni clienti, e ancora oggi non riesci a capire cosa è andato storto. Ecco, magari non ti sei mai fatto le domande giuste.

Vuoi capire in che modo devi comportarti per trasformarti in un vero e proprio investimento intelligente per i tuoi clienti? Insomma, vuoi diventare un consulente di marketing ricercato e rispettato?

Bene, inizia con il farti tre domande essenziali!

Domanda n.1: Riesci a creare fin da subito un chiaro messaggio di marketing per i tuoi clienti?

La maggior parte delle aziende che ti contattano per avere una consulenza di marketing ha già speso discrete quantità di denaro per migliorare la propria strategia di marketing. Parliamo della creazione di siti web, di campagne sui social network, di advertising offline e online, di newsletter, di manifesti, di sponsorizzazioni, di video aziendali… insomma, tu vieni tipicamente chiamato in causa per dare finalmente una svolta dopo una discreta mole di investimenti più o meno infruttuosi.

Il tuo primo passo, dunque, non può e non deve essere quello di creare nuovo materiale di marketing o di proporre nuove spese. No, prima di qualsiasi altra mossa devi formulare un chiaro messaggio di marketing per il tuo nuovo cliente. In che modo quel brand crea dei benefici per i suoi utenti? Cos’è che differenzia quell’azienda dai suo concorrenti? Senza un ragionamento come questo, nessun risultato tangibile può essere raggiunto: una consulenza che parte in modo diverso è probabilmente destinata a rivelarsi un buco nell’acqua per il professionista, e una perdita di soldi per l’azienda.

Un buon consulente deve essere sempre in grado di mettersi nei panni dei suoi clienti. Ebbene, se io fossi un’azienda che produce scatoloni e non ne capissi un’acca di marketing, e se il consulente di marketing da me contattato non si mettesse prima di tutto al lavoro per restituirmi un messaggio di marketing chiaro, conciso e persuasivo per il mio brand, preferendo invece fare altro, beh, da parte mia quella collaborazione avrebbe i giorni contati fin dal principio. Perché? Perché quelle sono le sacrosante basi di questo mestiere, e persino un imprenditore che produce scatoloni lo sa!

Il tuo primo lavoro, dunque, deve essere sempre quello di riunire le idee e distillare il meglio del brand, per capire su quali basi creare una nuova ed efficiente strategia di marketing.

Domanda n.2: sei in grado di offrire dei copy che vendono?

Bene, sopra ti ho ricordato che la tua prima e fondamentale missione è quella di formulare il messaggio chiave del brand, in base al quale imbastire tutta la successiva comunicazione verso l’esterno.

Non basta però avere il messaggio giusto in testa: è necessario mettere nero su bianco quel messaggio, renderlo chiaro e persuasivo. Un consulente di marketing, infatti, deve essere in grado di creare dei copy che vendono, capaci dunque di spingere i potenziali clienti verso l’azione. Insomma, le buone idee non bastano: servono parole azzeccate per rendere unico ed efficace il proprio messaggio sui social network, sulle landing page, sulle brochure, nelle newsletter e via dicendo.

Come consulente di marketing non ti puoi accontentare di dire al cliente cosa dire: no, devi dirgli anche quando dirlo, dove dirlo e come dirlo. Ci sono dei consulenti che sono dei veri e propri draghi con le parole, e ce ne sono invece altri che si affidano a dei copywriter fidati in grado di dare forma alle loro idee: quel che importa è essere in grado di fornire al proprio cliente dei copy ruggenti, in grado di portare alla vita quella strategia di marketing che, prima d’essere trasformata in testo, non è altro che una fumosa ipotesi incapace di raggiungere il pubblico.

Domanda n.3: i tuoi marketing plan funzionano davvero?

È qui, in questa terza fase, che gli eventuali nodi arrivano al pettine. I consulenti che fanno sprecare i soldi alle aziende sono solitamente dei gran chiacchieroni, pieni di idee brillanti e spesso piuttosto costose, ma che tali rimangono – per l’appunto, idee, ipotesi e suggerimenti.

Un consulente di marketing efficiente, invece, non si limita a passare delle idee. No, un consulente che punta a un risultato concreto consegna al cliente un piano dettagliato e chiaro. Qualsiasi sia il tuo modus operandi – puoi lasciare che sia il tuo cliente a occuparsene, oppure puoi prenderti in carico alcune attività più complesse – tutto il da farsi deve essere illustrato nel tuo marketing plan, il quale deve avere ovviamente come ultimo e fondamentale obiettivo quello di aumentare le vendite dell’azienda cliente.

Il marketing plan che proponi al cliente non deve essere per forza complesso, anzi, può risolversi in una manciata di step chiari e cruciali, così da far ingranare fin da subito la nuova strategia, dalla definizione del messaggio chiave del brand fino alla realizzazione dei copy per le newsletter e per il sito web.

Insomma, non fare il quacquaraquà: le aziende si rivolgono a te perché hanno bisogno di qualcuno che le aiuti a far crescere il proprio business, non perché sono alla ricerca di un modo per sprecare allegramente soldi. Fatti tre domande, e parti con il piede giusto!

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