Web Marketing Podcast di Alessandro Mazzù: ascolta & scarica

Nella nostra epoca, il web offre una grandissima opportunità: avere la potenziale attenzione di milioni e milioni di persone. Da grandi opportunità però derivano grandi responsabilità, come ben saprai. Oggi, quindi, ti parlerò di come ottenere un beneficio dalle strategie di personal branding per costruire un’immagine di te vincente e differente da quella degli altri. Consulenti marketing come te, ma non uguali a te, perché occorre, appunto, puntare su ciò che ci differenzia per avere un’immagine spendibile, capace di posizionarci nel mercato e nella mente di potenziali clienti.

Il personal branding online, quindi, si può immaginare come un percorso. Ognuno di noi parte da un’identità, quella personale, ciò che noi siamo. Quell’insieme di esperienze e competenze che, sin dai primi anni di vita, si è accumulato dentro di noi. Il nostro bagaglio di cultura e pratica viva che non potrà mai essere totalmente uguale a quello di nessun altro.

Il digitale, in tutto questo, amplifica la necessità – nonché la possibilità – di comunicare agli altri noi stessi, andando a costruire concrete opportunità di promozione e conversione.

Tutto chiaro, no? E allora ecco lo stesso concetto espresso con altre parole: diventiamo noi stessi dei prodotti che, grazie al web, ma non solo, vanno incontro ai loro potenziali acquirenti. Personal branding come occasione di comunicare agli altri la nostra unicità, quello che ci rende meritevoli di attenzione, i benefici che siamo in grado di produrre.

Sono solito immaginare il consulente di web marketing come qualcuno che, dopo aver lavorato come dipendente, si trova a operare come libero professionista, titolare di se stesso. Questo, forse, perché in buona parte è ciò ha riguardato anche me. In questa situazione diventa di fondamentale importanza creare la propria immagine, essere visibili, promuovendo un’idea di sé efficace e professionale.

Tutto quello che ho scritto finora corre il rischio di apparire un pò superficiale, come se tutto il gioco avesse come unico obiettivo la costruzione di un’immagine fittizia, qualcosa di separato dalla realtà: una sorta di messa in scena fatta a uso e consumo di un pubblico utile, solo, a bersi la storiella. In realtà, il consulente di web marketing ha bisogno, innanzitutto, di avere determinate capacità sociali e umane. Ha bisogno di “funzionare” in un certo modo, per essere in grado di amministrare un lavoro che, spesso, è gestito in maniera autonoma (e nel quale, quindi, se non sei bravo non fatturi, ciò detto in soldi spicci).

Nel mio ultimo libro, proprio nella parte iniziale, ho elencato una serie di specifiche caratteriali che vanno dalla combattività alla capacità d’iniziativa, passando per serietà e fiducia nei propri mezzi; doti che il consulente di web marketing deve considerare come le sue core skills personali, da proteggere e sviluppare. Da quando ho scritto e pubblicato il libro, nuove esperienze mi hanno portato ad aggiungere ulteriori qualità a quelle già individuate. Un consulente, ad esempio, deve essere elastico, coltivando la capacità di non irrigidirsi quando accade qualcosa che non aveva messo in preventivo, un qualcosa di estraneo a quelle che sono le modalità presenti sulla sua lista come cose da fare e, soprattutto, da non fare.

Mi è capitato, ad esempio, di essere contattato di sera tardi su Linkedin, per avere un parere esplorativo su una situazione con, a seguire, richiesta di preventivo. Quella stessa persona è tornata alla carica, la mattina dopo, cioè considerando la sua richiesta realisticamente fattibile a distanza di una sola notte di tempo.

Insomma, io sono un consulente ma di notte dormo… esattamente come tutti gli altri!

Come mi sono comportato in questa situazione? Sono andato incontro a questa persona e, potendolo fare, ho cercato di soddisfare la sua necessità in breve tempo, saltando di pari passo il capitolo “non si fa così, e che diamine!”.

Questo perché non puoi aspettarti che gli altri funzionino esattamente come te. In questo lavoro ti troverai a relazionarti con moltissime persone e, di conseguenza, spesso ti troverai davanti a stranezze e comportamenti che non condividi. Il tuo compito è di mediare tra ciò che reputi necessario in una relazione e il non restare da solo nella tua isola popolata dai soli simili a te.

L’elasticità è solo una delle frecce al nostro arco: nel nostro lavoro, ad esempio, non è richiesta come capacità primaria la creatività mentre, invece, sono fondamentali l’organizzazione nel gestire i propri impegni e la puntualità nel rispettare le scadenze.

Ora, chiarite quali sono le tue competenze relazionali e sottinteso tutto il tuo bagaglio di esperienze e know-how, occorre fare di te stesso un brand richiesto nel mercato del lavoro.

Quali azioni mettere in pratica?

Per prima cosa devi posizionarti rispetto alla concorrenza, capire come fare di quell’insieme di caratteristiche umane e professionali un valore unico, spendibile per collocarti quale professionista meritevole di fiducia e credibilità.

Non puntare all’utenza indifferenziata ma, come sempre nel business, mira a una nicchia specifica, quella che senti più vicina alle tue inclinazioni o aspetti esperienziali. Verticalizza!

Se hai una formazione economica con una caratterizzazione turistica, potrebbe tornarti particolarmente conveniente proporti come consulente per le aziende turistiche, quelle operanti nel settore alberghiero o in quello della ristorazione, ad esempio.

Rendi il tuo core business coerente con quello che sei. Ecco, appunto, un’altra parola chiave: coerenza. Non inventarti specializzazioni di moda che rischiano di farti percorrere strade che non ti appartengono. Personal branding significa fare di se stessi un brand, ma quel prodotto sei tu e nessun altro.

Capito chi sei e l’obiettivo della tua attività, devi comunicarti efficacemente, puntare su elementi distintivi come i colori. Ci sono studi che dimostrano come il nostro cervello recepisce molto più velocemente le immagini delle parole; le memorizziamo e tendiamo ad associarle con grande facilità. Se mi segui da un pò saprai che io ho costruito la mia comunicazione visiva sul giallo, colore che uso per distinguere tutto quello che mi riguarda: sito, social, abbigliamento e accessori. La mia visual identity completa, online e offline.

Anche il tono di voce è qualcosa di fondamentale nella comunicazione. Riguarda il modo con cui parliamo ma, anche, le parole che usiamo e le espressioni di cui facciamo a meno. Il tono di voce è altresì un atteggiamento, l’insieme di tutti questi elementi che rendono la nostra comunicazione fluida, persuasiva, e all’altezza delle nostre competenze.

Il pricing corretto impone di dare un giusto valore a ciò che fai. Il prezzo delle tue attività va aggiornato passo dopo passo, alla luce di ogni nuova esperienza o attività formativa. Tornare indietro, ad esempio, attribuendo un valore inferiore alla propria attività consulenziale rispetto a quanto facevi qualche mese prima, ti farà percepire come un professionista poco affidabile, la cui credibilità non è poi così salda.

Ancora e ancora coerenza! Nell’impostare la tua strategia dovrai tener conto che tutto quello che fai è visibile e ti caratterizza agli occhi dei tuoi potenziali o accreditati clienti.

Hai presente il tuo sito? Quello al quale non metti mano da un pò e in cui il tuo ultimo post risale al marzo 2016. Come potrai presentarti, poi, dal cliente predicando contenuti sempre nuovi e aggiornati per il suo blog aziendale?

Nel digitale hai a tuo vantaggio un palcoscenico più vasto di quello offline e, tutto quello che realizzi, può arrivare all’attenzione di interlocutori più o meno validi. Gli strumenti su cui contare vanno dal sito ai profili social, newsletter, video e podcast, tutte cose che devono essere capaci di comunicare la parte migliore di noi, i nostri punti di forza. Il loro utilizzo deve essere integrato e portare alla conclusione che tu sei davvero un professionista valido. Che esiste una linea di continuità tra quello che consigli di fare ai tuoi clienti e ciò che realizzi in prima persona per promuovere te stesso.

Rivedi costantemente la tua strategia per scoprire quello che non fai: anche le cose che mancano, le lacune della nostra digital strategy ci posizionano, attribuendoci, però, una negatività agli occhi degli altri.

In ultimo, guardarsi intorno e non smettere mai di osservare le dinamiche del mercato, rappresenterà il tocco in più, il valore aggiuntivo, per chi cerca di consolidare la propria nicchia di influenza.

Sei pronto, ora, a diventare brand di te stesso?

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