Web Marketing Podcast di Alessandro Mazzù: ascolta & scarica

Perché un cliente, un collega, un partner, un datore di lavoro dovrebbe scegliere proprio te come consulente marketing? Qual è il tuo superpotere, ciò che ti rende unico e assolutamente degno di nota e di investimenti? É qui, in risposta a questa domanda, che dovrebbe iniziare il tuo processo di personal branding.

Forse sei una vera bibbia del marketing. O magari sai interpretare i bisogni dei clienti meglio di chiunque altro. O forse sei sempre aggiornatissimo sulle ultime novità del web marketing. Sia quel che sia, spetta a te scegliere il punto di forza fondamentale attorno al quale costruire il tuo brand personale. Ma non è certo tutto qui: per assicurarsi una carriera di successo bisogna coltivare e curare ogni singolo giorno il proprio orticello, stando ben attenti a seguire quelle quattro direttive fondamentali che, ormai, sono largamente condivise tra tutti quelli che si occupano di consulenza personal branding:

1. Devi essere autentico

Sì, lo so, è ovvio. Eppure non è scontato, né facile: la tentazione di trasformarsi in qualcun altro per ‘migliorare’ il proprio brand è davvero forte. Ma quanta fatica si può fare, poi, per vestire ogni giorno i panni di qualcun altro? Quindi sì, il personal branding è questione di autenticità: devi avere la tua voce, la tua presenza, la tua barba.

2. Cura la tua presenza online

Non mi riferisco solo al tuo sito online professionale. No, mi riferisco alla tua complessiva presenza online, e quindi a tutti i tuoi profili social e a tutte le informazioni disponibili in rete sul tuo conto. Vuoi avere successo? Allora dai una bella pulita alla tua immagine, cancellando tutte quelle foto e quei contenuti che i tuoi clienti, i tuoi colleghi e i tuoi datori di lavoro non vorrebbero né dovrebbero vedere.

3. Market yourself

Si è spesso tentati di dire che fare del personal branding significa essere in grado di vendersi, ma in realtà è qualcosa di più. Come dicono gli anglosassoni, «it’s not about selling, it’s about marketing yourself!». Qual è la differenza? Semplice, non devi presentarti con un oggetto inanimato, quanto invece come un essere umano, con una storia tutta da raccontare. Hai presente quanto è importante lo storytelling, sì?

4. Sii coerente

Ecco, era proprio qui che volevo arrivare. Più o meno tutti, ormai, sanno cosa vuol dire essere autentici, curare la propria immagine online e promuovere il proprio marchio con lo storytelling. Magari non sanno come centrare l’obiettivo, ma sanno certamente da dove partire. Meno persone, invece, hanno capito cosa significa essere coerenti in funzione del proprio personal branding. E tu, lo hai capito?

Brand consistency: perché il tuo personal brand ha bisogno di coerenza?

Bene, ipotizziamo che abbia comprato un paio di scarpe Nike per correre nel parco della tua città. Il messaggio del brand, del resto, è chiaro: non solo «Just do it», ma anche «If you have a body, you are an athlete». E se le scarpe ginniche nuove di zecca si rompessero dopo il primo chilometro di corsetta leggera, mandando in fumo i tuoi sogni atletici?

Facciamo un altro esempio. Ipotizziamo stavolta che, invece di andare a correre, stamattina tu abbia deciso di passare da Starbucks per ordinare un caffè americano con aroma di vaniglia senza zucchero e macchiato, a portar via. Anche qui, la promessa del brand non lascia spazio a tanti dubbi: «To inspire and nurture the human spirit – one person, one cup and one neighborhood at a time». E se il barista sbagliasse l’ordine, servendoti un semplice caffè macchiato freddo?

Ecco, in questi casi la coerenza – ovvero la continuità tra la promessa e l’effettivo risultato – andrà a farsi benedire, soprattutto se gli stessi errori si presenteranno a tanti altri clienti. Molto probabilmente, per le prossime scarpe da corsa ti rivolgerai ad Adidas o a Reebok, e per la colazione preferirai d’ora in avanti andare nel bar sotto casa, che magari non ha l’aroma alla vaniglia, ma ti serve esattamente quello che ordini, senza troppe possibilità di errore.

Cosa vuol dire, dunque, essere coerenti nel proprio personal branding? Beh, significa prima di tutto che bisogna costruire il proprio marchio intorno alla propria effettiva realtà. Il branding ti dà la possibilità di differenziarti da chiunque altro, ma questo può avvenire sul serio solo se sei davvero diverso dagli altri, insomma, unicamente se sei quello che hai detto di essere. Fare personal branding, quindi, non vuol dire creare uno slogan e un logo facili da riconoscere o da memorizzare: significa incarnare quelle parole e quelle immagini.

E questo non è vero perché io o qualche altro esperto di web marketing abbiamo deciso che il tuo brand personale non vale niente se non è coerente. No, è vero perché i clienti non sono stupidi, e non si lasciando fregare. O, perlomeno, non si lasciano fregare una seconda volta.

Essere coerenti non significa peraltro unicamente mantenere le promesse. No, vuol dire anche mostrare sempre il medesimo volto, in ogni situazione diversa, per non confondere i clienti – creature abitudinarie che amano la routine e le costanti. Il tono e lo stile devono essere sempre gli stessi, sia sul tuo sito web che sulla tua pagina Facebook, nonché nei tuoi video tutorial su Youtube e sulle tue brochure promozionali.

Di più: essere coerenti vuol dire trovare un punto di equilibrio non solo nella forma e nei contenuti, ma anche nella frequenza dei messaggi in direzione della propria audience. Cosa vuol dire? Facile: non puoi decidere di tempestare il tuo pubblico con 5 blog post, 20 post su Facebook, 28 tweet e 4 newsletter in una settimana, per poi tacere completamente per le due settimane successive. Trova un ritmo, e seguilo.

Più riuscirai ad essere coerente, più sarai in grado di guadagnare la fiducia del tuoi clienti.

Share This